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La Carovana Salvacibo recupera 250 tonnellate di cibo

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Un lavoro solidale che “salva” gli scarti dei mercati per distribuirli ai cittadini di Torino in difficoltà

Sono numeri da record quelli dell’ortofrutta recuperata e ridistribuita nell’anno della Pandemia a Torino.

Un impegno collettivo che ha visto come protagonista la Carovana Salvacibo, un progetto solidale nato durante l’emergenza Covid per evitare che migliaia di chili di alimenti venissero sprecati, proprio mentre molte persone non hanno accesso al cibo.

L’idea portata avanti da due ambulanti di Porta Palazzo infatti, ha permesso il recupero e il riuso di ben 250 tonnellate di cibo solo a Torino, per un’iniziativa che adesso è presente anche a Milano.

Una cifra esorbitante, soprattutto se si pensa che la gran parte sarebbe finita nei cassonetti dell’immondizia, anziché a tavola, distribuita da ben 54 associazioni del territorio che sostengono la popolazione torinese nell’emergenza alimentare causata dalla Pandemia.

Solo nell’ultimo anno infatti si sono registrati numeri da capogiro, che vedono in testa la raccolta di banane: con ben 58,4 di tonnellate recuperate e distribuite.

A seguire poi i pomodori (22,2 tonnellate), le patate (20,9), le pere (12,9) fino ai 2kg di olive e ai 6 di piselli e barba di frate, senza dimenticare, mela, insalate, finocchi, broccoli, eccetera.

Insomma, frutta e verdura di tutti i tipi che rischiava di finire al macero, ma che invece è tornata sulle tavole dei torinesi grazie al lavoro della Carovana Salvacibo.

Parliamo di 37.154 tonnellate raccolte solo nel mese di aprile dell’anno scorso

La drammatica situazione in cui si sono trovate migliaia di persone durante i tre mesi del primo lockdown, ha portato, non solo alla nascita del progetto, ma anche alle maggiori quantità di cibo raccolto.

Risultati che comunque hanno una spiegazione, in quanto la principale azienda sostenitrice dell’iniziativa è proprio Battaglio s.p.a. , una delle aziende italiane leader nel commercio della frutta esotica, e che a Torino possiede uno dei centri di maturazione delle banane.

Tuttavia, adesso l’attività prosegue spedita anche grazie al supporto del Comune di Torino e dell’Unione Buddhisti italiani e del Centro Agro Alimentare Torino.

Carovana Salvacibo nasce quasi per caso, dall’iniziativa di due ambulanti di Torino, che con la chiusura del mercato di Piazza della Repubblica aveva iniziato a distribuire a sorpresa frutta e verdura, recuperandola o comprandola sottocosto alla Caat e da Battaglio.

Il loro lavoro non è passato inosservato all’associazione ambientalista Eco dalle Città, da anni attiva nel recupero dei prodotti invenduti di Porta di Palazzo, che avvicinandosi ai due volontari ha poi organizzato una consegna più organizzata ed estesa.

Nonostante l’arrivo di una sanzione dai vigili urbani (poi ritirata), quando il campo degli aiuti non era ancora sdoganato a inizio Pandemia, il progetto ha cominciato a strutturarsi ancora di più.

Sono arrivati nuovi furgoni e sempre più volontari, tra cui diversi migranti e richiedenti asilo, che hanno partecipato all’iniziativa portando risultati eccellenti.

Dai dati raccolti infatti, emerge come ben il 68% del cibo recuperato sia finito tra le Circoscrizioni 6, 7 e 8, le aree popolari dove il reddito pro capite è tra i più bassi del capoluogo.

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