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Vaccini Piemonte: troppe le rinunce dei medici di base, specializzandi in attesa

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La burocrazia frena l’impiego degli specializzandi in una campagna che ieri ha registrato 17 mila dosi di vaccini somministrate

Per quanto le premesse possano far ben sperare, la solita burocrazia italiana frena le procedure d’impiego per la campagna vaccinale in Piemonte.

Se il bando per medici specializzandi lanciato dalla Regione registra un aumento di oltre 400 nuove adesioni, non tardano ad arrivare le prime difficoltà.

Parliamo di possibili vaccinatori che aggiungendosi a quelli già messi in campo consentirebbero di raggiungere l’obiettivo di 20 mila dosi al giorno entro la fine di marzo, e le 30 mila di aprile.

Ma nel decreto sottoscritto dalla Regione con il governo e le associazioni dei medici in formazione specialistica, sono venuti a galla diversi punti controversi.

A quanto pare sarebbe consentito solo al commissario di governo di ingaggiare gli specializzandi con un contratto nella campagna di somministrazione dei vaccini in Piemonte.

Un percorso che richiederebbe troppi passaggi di documenti, firme e controfirme tra la Regione e la commissione per l’emergenza.

Per questa ragione infatti si è deciso di risolvere il problema lasciando la possibilità alle Asl di contrattualizzare da subito i medici per 12 ore a settimana.

Gli specializzandi saranno fondamentali per il proseguimento della campagna vaccinale.

Una buona notizia che però si contrappone all’ampio numero di defezioni percepite tra i medici di famiglia che hanno dato disponibilità per effettuare le vaccinazioni nei loro studi.

Sono in molti infatti quelli che vorrebbero ritirare il consenso, sia per ragioni di carattere burocratico sia per la mancata promessa di una protezione da eventuali responsabilità penali.

Ciò nonostante, sale il numero delle somministrazioni giornaliere

Nella giornata di ieri sono state 17.115 le dosi di vaccino inoculate in tutto il Piemonte.

Adesso la Regione ha in programma l’apertura di un nuovo punto vaccinali dell’Università di Torino, presso il Palazzo del Rettorato in via Po.

Un centro dedicato interamente al personale universitario a cui sarà somministrato il vaccino AstraZenceca.
Mentre tra oggi e domani si prevede un fine settimana di vaccinazione di massa ai volontari della Protezione Civile in prima linea dall’inizio della Pandemia.

Una prima dose sarà inoculata a oltre 3 mila volontari distribuiti tra i punti vaccinali di Settimo Torinese, Alessandria e del Vco.

Tuttavia i contagi sono ancora troppi: 2.117 positivi in un giorno, per circa il 6,6% dei 32.115 tamponi effettuati.

Mentre i ricoverati in terapia intensiva salgono a 358 (più uno) e quelli non in terapia intensiva arrivano 3.759, con il +82 di ieri.

Ai 10.131 decessi invece, se ne sono aggiunti 38 da giovedì.

La situazione rimane ancora molto critica e intanto il Nursing Up evidenzia anche la saturazione dei reparti “grigi” degli ospedali.

Gli operatori si trovano adesso a dover fronteggiare anche la pressione sui luoghi d’attesa per gli esiti dei tamponi.

Pertanto al momento servono nuove assunzioni e l’impiego degli specializzandi nella campagna per i vaccini in Piemonte potrebbe dare un po’ di respiro all’intero sistema sanitario regionale.

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