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Douglas chiude a Torino un terzo dei punti vendita

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La crisi economica legata alla pandemia ha colpito non solo i piccoli esercenti ma anche grandi marchi: la catene di profumerie Douglas chiude un terzo dei punti vendita a Torino.

Tra il lockdown dello scorso anno, le limitazioni e una zona rossa che probabilmente si prolungare dopo pasqua le perdite per i negozi sono state ingenti.

Una situazione critica che ha colpito anche le grandi catene internazionali che malgrado il prestigio non sono riuscite a contenere le gravi perdite.

La chiusura dei franchising potrebbe portare alla perdita del lavoro di centinaia di dipendenti. Una crisi che andrebbe aggiunta a tutti gli esercizi commerciali a conduzione famigliare che in questi mesi hanno dovuto chiudere per sempre bottega.

Douglas è soltanto l’ultima catena che ha annunciato una larga serie di chiusure in tutta la nazione. Torino, con provincia annessa, dovrà rinunciare alla chiusura di gran parte delle profumerie del marchio.

Douglas chiude a Torino quattro negozi su dodici

In Piemonte i negozi che abbasseranno la saracinesca saranno sei: uno a Biella, uno ad Alessandria e quattro tra Torino e provincia.

Nel capoluogo piemontese i punti vendita della profumeria tedesca sono otto, mentre nel territorio provinciale se ne contano altri quattro. La provincia di Torino dunque dovrà rinunciare a quattro dei propri punti vendita.

Tuttavia la tendenza alla chiusura sarà una politica che verrà intrapresa su tutto il territorio nazionale. tra Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Liguria i punti vendita a rischio chiusura sono ben 128.

Se questi numeri fossero confermati, 457 dipendenti rischierebbero il loro posto di lavoro aggravando ancor di più la delicata situazione delle casse integrazioni.

Il governo ha prorogato la legge che vieta i licenziamenti, tuttavia molti gestori di punti vendita Douglas hanno disdetto i contratti di locazione e questo mette a serio rischio il futuro dei dipendenti.

I sindacati hanno iniziato una lotta contro la chiusura dei negozi al fine di tutelare i lavoratori. I rappresentanti sindacali attendono una risposta da Douglas per il nuovo piano occupazionale.

La ditta si confronterà con le associazioni sindacali non oltre il nove aprile.

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