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Piemonte, rischio chiusura per le scuole

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Entro venerdì la decisione sulle scuole, nel mentre la Regione Piemonte tiene sott’occhio la situazione del Torinese, Cuneese, Vercellese e Vco

Il Coronavirus dilaga in Piemonte e adesso il presidente Cirio valuta la chiusura parziale delle scuole insieme a nuove e mirate restrizioni.

Il quadro epidemiologico preoccupa sempre di più la Regione.

Con l’aumento dei casi e i ricoveri che calano bruscamente, le ripercussioni sulle scuole sembrano ormai inevitabili.

Sono 22 i comuni attualmente in zona rossa ma si moltiplicano nel frattempo i nuovi focolai attivi che seguono l’aumento dell’incidenza.

Sempre più nuclei familiari e amicali contraggono il Covid-19.

Mentre gli altri setting segnalati nell’ultimo periodo sono le Rsa, gli istituti religiosi, le comunità residenziali e appunto le scuole.

Il Piemonte per il momento resterà in zona arancione, ma con l’arrivo del report dell’Unità di Crisi, la presidenza regionale valuta la chiusura circoscritta degli istituti scolastici.

Le attività didattiche delle seconde e terze medie, e delle superiori si svolgeranno a distanza per almeno 15 giorni.

Una decisione ancora provvisoria, che anticipa però quello che succederà dalla prossima settimana.

Da lunedì quindi, migliaia di studenti in tutto il Piemonte ritorneranno davanti al computer per seguire le lezioni da casa.

Ma l’ordinanza avrà intensità diverse a seconda delle province, e la decisione ufficiale arriverà solo venerdì.

Domani infatti, alla luce dei dati degli oltre 38 distretti sanitari piemontesi, si procederà con misure più restrittive, chiudendo anche agli ordini e ai gradi scolastici inferiori nelle zone dove l’incidenza dei contagi supera la soglia di allerta di 250 casi ogni 100mila abitanti.

Salvo un incremento improvviso dei contagi negli ultimi giorni, i parametri del nuovo Dpcm dovrebbero quindi essere questi.

Tuttavia la situazione non è uguale ovunque

Per il momento si prevede il blocco totale per gli istituti di ogni ordine e grado nelle province di Torino, Cuneo, Vercelli e Verbania Cusio Ossola, ritenute più critiche.

Mentre nell’Astigiano, Alessandrino, Biellese e Novarese le misure saranno quelle esplicate in precedenza: lezioni in presenza fino alla prima media e Dad per tutti le altre classi medie e superiori.

Ma lo scenario potrà cambiare appunto da provincia a provincia seguendo quello che sarà il combinato dei tre parametri del Cts, dei quali solo lo sforamento di uno potrà far scattare la chiusura.

Una regola tanto necessaria quanto chirurgica che prevede però un procedimento per gradi.

I due giorni impiegati dal Presidente Cirio per decidere sono stati utili proprio per raccogliere i dati e agire di conseguenza con le chiusure necessarie.

Questa è anche la ragione per cui si lavorerà sui distretti e non sulle 8 province, in modo da essere il più precisi possibile.

Soprattutto dal momento in cui, per esempio, secondo i dati di ieri Torino sarebbe salva con meno di 200 casi per 100mila abitanti, mentre il Pinerolese sfora a 344 ogni 100mila.

La Regione in questa situazione non ha molti margini di discrezione.

Le regole sono ferree e dovranno essere seguite proprio come, al contempo, si cercherà di mediare con Roma per garantire alcune aperture.

L’obiettivo è infatti quello di garantire il più possibile la didattica in presenza dei più piccoli, così come anche per gli studenti disabili e i laboratori.

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