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In Piemonte gli ospedali pronti a ripartire con le operazioni ordinarie

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Liste d’attesa chilometriche e una richiesta specifica da parte delle ASL: in Piemonte le operazioni ordinarie negli ospedali devono ripartire.

La migliore situazione dei contagi in Piemonte ha spinto i dirigenti delle aziende sanitarie a valutare la riapertura per le operazioni ordinarie.

L’inattività di quattro mesi degli interventi di routine aveva allungato in maniera esponenziale la già lunga d’attesa del settore pubblico, favorendo i privati.

Il DIRMEI Piemonte, Dipartimento interaziendale malattie ed emergenze infettive, ha dato il suo consenso alla ripresa, salvo sospendere le operazioni non necessarie in tempi rapidi in casi di nuova risalita dei contagi.

Il dipartimento di emergenza sottolinea come in caso di risalita dei contagi le operazioni debbano essere sospese entro 24, massimo 48 ore dal bollettino governativo sui casi Covid.

I dettagli sulla riapertura delle operazioni ordinarie negli ospedali del Piemonte

Le strutture hanno chiuso agli interventi di routine lo scorso ottobre, dopo la richiesta dell’ospedale di San Salvario.

Le uniche operazioni ammesse erano quelle salvavita, d’urgenza e gli interventi oncologici.

Il comitato esecutivo del DIRMEI si riunirà stamane per decretare la riapertura degli ambulatori.

Le ASL attendono le lettere di apertura per procedere alle operazioni di riapertura delle strutture per gli interventi ordinari.

La discrezione su cosa puntare per ridurre le liste d’attesa spetta comunque alle ASL territoriali.

Le aziende sanitarie locali, infatti, in base alla criticità dei casi potranno intervenire come meglio credono.

L’ordine di chiudere era partito a ottobre, quando dalla sede di San Salvario si è chiesto a tutti lo stop a tutte le attività con l’eccezione di interventi oncologici, urgenti e salvavita.

Alla Città della Salute, ad esempio, gli interventi più critici sono quelli nei reparti di Ortopedia, Ostetricia, Oculistica e Ginecologia.

Operazioni rese possibili anche dal numero sempre inferiore di malati Covid che occupano le strutture.

Ovviamente l’allerta sanitaria resta, ma come dicono dal DIRMEI ora è il momento di rischiare.

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