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Addio all’Orsa Maggiore: chiude la storica libreria di Borgo Aurora

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Dopo oltre 60 anni di attività, chiude i battenti la libreria Orsa Maggiore, simbolo di corso Giulio Cesare

La Pandemia miete un’altra vittima dell’imprenditoria torinese.

Dopo oltre sessant’anni di attività, chiude anche la storica libreria “Orsa Maggiore” di Borgo Aurora.

Negozio simbolo del quartiere, la libreria “Orsa Maggiore” al civico 56 di corso Giulio Cesare ha chiuso definitivamente le saracinesche negli ultimi giorni.

La cessazione delle attività, dovuta sia per motivi anagrafici che per il cambiamento dei metodi di acquisto dei libri, ha rappresentato un duro colpo per gli abitanti della zona tra Aurora e Barriera di Milano.

Con la crescita esponenziale delle piattaforme di e-commerce, soprattutto durante i lockdown, tutti i negozi del quartiere si trovano a dover affrontare una crisi sempre più preoccupante.

L’Orsa Maggiora inaugurò la propria attività nel 1958, diventando presto un punto di riferimento per tutti gli amanti dei libri del quartiere.

Proprio dall’altro lato del civico 56 di corso Giulio un tempo si trovava lo storico cinema-teatro “Adua”.

Costruito nel 1914, venne poi demolito a distanza di quasi un secolo nel 2009, per far posto a un grosso punto vendita di mangime a articoli cinofili.

Parliamo infatti di un’epoca d’altri tempi che appartiene ormai alla storia di Borgo Aurora.

La chiusura della libreria “Orsa Maggiore” è solo uno dei tanti esempi di realtà imprenditoriali che si sono trovate a dover chiudere ultimamente

Di fronte a questo problema, che interessa tutta la zona intorno a corso Giulio Cesare, si cerca di sollecitare il Comune a concedere delle esenzioni fiscali alle attività in difficoltà.

L’obiettivo è quello di aiutare i negozianti ad andare avanti ma anche per ricompensare che decide di investire nel quartiere di Aurora.

L’Orsa Maggiore è stata per decenni un luogo di ritrovo sociale e culturale per tutto il vicinato.

Nel corso degli anni ha dato un contributo fondamentale in un zona di passaggio tra il centro e la periferia.

Una zona di Torino che è sempre più luogo di interesse per nuovi fenomeni di immigrazione.

Non si trattava solo di una semplice libreria, ma anzi rappresentava un rifugio dove perdersi tra i migliaia di libri riposti sugli scaffali.

Con la sua perdita il quartiere si riscopre un po’ più povero e al momento gli unici negozi che sembrano resistere alla crisi dovuta alla Pandemia sembrano essere quelli di generi alimentari.

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