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Il Piemonte si prepara per la terza ondata di Coronavirus

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La Regione stanzia 15 milioni di euro per potenziare le terapie intensive, la situazione è sotto controllo ma preoccupano le varianti del Coronavirus

Il Piemonte si prepara per fronteggiare la possibile terza ondata da Coronavirus.

In vista dei prossimi mesi la Regione Piemonte ha preso la decisione di potenziare il sistema sanitario, investendo su nuove terapie intensive e apparecchiature.

Al momento si tratta di un’operazione ‘sotterranea’, in modo da non provocare allarmismi e preoccupazioni tra la popolazione.

Tuttavia la situazione al momento non sembrerebbe troppo allarmante, al contrario di Lombardia e Veneto.

I numeri di contagi sono contenuti e il Piemonte si organizza per affrontare l’arrivo di una terza ondata che gran parte dei medici ritiene più che probabile.

Il bollettino regionale di ieri ha segnato 495 nuovi casi di positività al Coronavirus, a fronte di soli 8.646 tamponi effettuati, 3.771 dei quali antigienici.

Su un totale di 495 nuovi positivi, il 40,6% sono risultati asintomatici, per un numero di 201 persone che hanno sì contratto il virus, ma che al momento non mostrerebbero sintomi.

Invece, le persone ricoverate in terapia intensiva sono state 164, 2 in più rispetto a sabato.

Mentre 2.406 sono i ricoverati nei reparti di area non critica.

Il costo dell’operazione di potenziamento delle terapie intensive comprenderà spese per un totale di 13 milioni di euro.

Che insieme all’acquisto di nuove attrezzature per 160 posti letto di terapia intensiva e 120 di sub-intensiva, aumenterà a 15 milioni di euro.

Nel complesso quindi, 280 saranno i nuovi posti di terapia intensiva che la Regione Piemonte ha ricavato da sé, utilizzando il fondo delle donazioni versate durante la prima ondata di Coronavirus.

Una scelta decisamente previdente che permetterà al Piemonte di portarsi avanti con i tempi di organizzazione, senza dover cadere in vincolanti trattative con Roma.

Persone con mascherina in piazza Castello Torino
Il Piemonte si prepara per la terza ondata di Coronavirus

Purtroppo il Piemonte si trova già a fare i conti con le varianti del Coronavirus

La decisione di fare da sé è non è stata un sintomo di superbia o di presunzione da parte della Regione.

Ma al contrario, è stata presa di fronte alle preoccupazioni che stanno causando le nuove varianti del Coronavirus:

In primo luogo la variante inglese, arrivata in Piemonte a dicembre e che continua a circolare in tutta Europa, e poi anche la recente variante brasiliana.

Queste sono quindi le ragioni che hanno spinto il Consiglio Regionale a prendere l’iniziativa senza badare a spese.

Prossimamente arriveranno negli ospedali anti-covid nuovi ventilatori polmonari, fondamentali per soccorrere i pazienti affetti da polmonite bilaterale o monolaterale da Covd-19, ma soprattutto i migliori sul mercato.

Gli apparecchi sono prodotti in Svezia e al costo di 30 mila euro ciascuno, rappresentano il “meglio del meglio”, niente a che vedere con quelli del lotto inviato da Roma.

Per di più, anche i nuovi letti saranno di qualità superiore rispetto a quelli impiegati fino ad adesso nei reparti di terapia intensiva:

Dotati di una bilancia apposita, permetteranno di monitorare il peso dei pazienti.

Inoltre comprenderanno uno sistema di monitoraggio dei parametri, insieme a un monitor, un ecografo, e una colonna broncoscopica.

Parliamo di apparecchiature all’avanguardia che a noi non sembrano dire molto, mentre gli operatori sanitari ne riconoscono l’importanza e sapranno come utilizzarli.

Con scenari futuri poco rassicuranti, si spera quindi che i nuovi investimenti della Regione Piemonte possano essere abbastanza per contrastare la terza ondata che si prospetta.

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