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Corrieri di Torino e provincia in affanno durante le vacanze di Natale

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L’alto numero di acquisti online in vista del Natale mette in crisi i corrieri della provincia di Torino, causando diversi ritardi e disagi

Come era lecito aspettarsi, il mercato dello shopping online ha registrato un netto incremento delle vendite in vista del Natale 2020.

Una buona notizia per i colossi dell’e-commerce, ma apparentemente non tanto buona per le compagnie di Corrieri di Torino e provincia.

Tanto è vero che, tutte le aziende impegnate nel settore del trasporto merci, hanno riscontrato non poche difficoltà nelle consegne pre-natalizie.

L’alto numero di ordini, infatti, ha mandato in crisi l’intero sistema logistico dei Corrieri per tutto il mese di dicembre.

Provocando non solo il sovraccarico dei magazzini e delle strutture di smistamento pacchi, ma anche, di conseguenza, lunghi ritardi e consegne mancate.

Apparentemente, non è bastato il lavoro di 3000 mila operatori attivi in tutta la Regione Piemonte.

I quali, coadiuvati anche dal lavoro di fattorini a chiamata, non sono riusciti, in molti a casi, a rispettare i tempi dei numerosi recapiti.

Un fatto senza dubbio inusuale, soprattutto se si tiene conto che le festività hanno comportato un aumento del 30% delle assunzioni nel settore del trasporto merci.

Obbligando, allo stesso tempo, i corrieri a lavorare a tempo pieno sia di domenica che nei giorni festivi.

Dato l’incremento degli acquisti via Internet, i servizi di spedizione si preparano per analoghe situazioni future

Se nei prossimi mesi questa tendenza dovesse riconfermarsi, sarà necessario senza dubbio rivedere il funzionamento del magazzini.

Infatti, il loro sovraccarico nel mese di dicembre, ha rischiato di mandare al collasso l’intero sistema di distribuzione merci.

Si tratta indubbiamente di un’problema da risolvere, per il quale le aziende e la Segreteria Regionale dei Trasporti sono al lavoro.

Al momento infatti, molte compagnie stanno valutando un aumento delle assunzioni a tempo indeterminato, per cercare di arginare i problemi.

Una soluzione che era già stata individuata, ma che, a causa dell’insufficienza di mezzi di trasporto, non ha trovato luogo.

In effetti, nell’ultimo mese è diminuito drasticamente il numero dei furgoni a noleggio.

Il costo medio dell’affitto di un furgone si aggira intorno ai 600 euro, un prezzo che, data l’alta domanda, è inevitabilmente salito fino a 900 euro.

Proprio questa impossibilità di reperire veicoli a cifre moderate è stata una delle cause principali dei vari ritardi e disagi che si sono registrati ultimamente.

Tuttavia, il lockdown regionale ha in qualche modo facilitato le stesse consegne dei corrieri

L’obbligo di rimanere in casa infatti, non solo ha ridotto l’intensità del traffico regionale, ma allo stesso tempo ha garantito una più efficace esecuzione degli ordini.

Con meno macchine per strada e i clienti più presenti in casa, i corrieri sono riusciti ad aumentare il numero di consegne quotidiane, dalle 10 fino alle 30 consegne in un giorno lavorativo.

Abbattendo, in parallelo, la media dei tempi di consegna giornalieri di circa un’ora, aggravati successivamente dai lunghi tempi di attesa e dai ritardi nei magazzini.

Ciò nonostante, per l’analisi statistica delle attività di quest’anno, l’Osservatorio eCommerce del Politecnico di Milano stima la distribuzione di circa 5 milioni di pacchi in tutta la provincia di Torino.

Un aumento di un milione di unità, rispetto ai 4 milioni di pacchi consegnati nel 2019.

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