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Le perdite d’impresa in Piemonte superano i 7 miliardi

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Le perdite d’impresa in Piemonte superano i 7 miliardi di valore aggiunto mancato.

I ristori e i sussidi, messi sul banco da Governo, INPS e Agenzia delle entrare, non hanno coperto l’enorme buco dell’impresa piemontese.

Il Piemonte, negli ottanta giorni di chiusura forzata nei due lockdown, ha registrato conti in rosso da record, in ogni settore d’impresa, dalla grande industria, ai locali di quartiere passando per l’export.

I numeri delle perdite d’impresa in Piemonte

Numeri impietosi quelli che riguardano il il valore aggiunto d’impresa mancante nel solo Piemonte.

Una perdita stimata dall’INPS di oltre sette miliardi di euro, tamponati da soli 600 milioni di euro.

L’agenzia delle entrare del Piemonte ha versato nelle casse delle industrie esattamente 608.19 milioni di euro così suddivisi:

  • Decreto Rilancio – 502.87 milioni di euro;
  • Decreto Ristori – 100.66 milioni di euro;
  • Decreto Ristori 2 – 4.66 milioni di euro.

Questi provvedimenti di sussidio sono destinati a salire poiché la platea delle industrie richiedenti è ancora troppo ampia.

L’INPS invece, tra cassa integrazione e bonus partite IVA ha erogato una cassa, nel solo Piemonte, di 753 milioni di euro.

Questa cifra, viste le nuove restrizioni, è destinata a saline fino a toccare la cifra contributiva di quasi 860 milioni di euro.

Tuttavia, come già illustrato, i numeri non riescono a coprire la perdita da 8.6 miliardi di euro di valore aggiunto bruciato nei soli ottanta giorni di lockdown.

Infatti, gli importi stanzianti tamponano solo il 15.8% dei ricavi persi dalle imprese.

Nella sola città di Torino, le somme per contenere le perdite si aggirano attorno ai 281 milioni di euro, coprendo, però, soltanto il 12% delle perdite totali.

Mentre per la pubblica amministrazione, e i suoi costi, i fondi erogati hanno compensato quasi tutte le perdite.

Infatti, le casse comunali hanno compensato la perdita di mancate multe, Tari e IMU grazie a una sovvenzione governativa da 62 milioni, a cui si aggiunge il decreto “ristoro minore” che ha portate nelle casse comunali 20 milioni di euro.

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