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Nuova terapia contro la leucemia provata a Torino

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Provata una nuova terapia contro la leucemia a Torino: a beneficiarne una giovane ragazza di 25 anni

È stata sperimentata una nuova terapia contro la leucemia a Torino.

Una grande novità nella lotta contro una delle patologie più temute e pericolose per la salute, che dovrà essere valutata gradualmente per verificarne l’efficacia. Si tratta di una terapia con CAR-T (Tisagenlecleucel).

Un farmaco, che è anche conosciuto a livello commerciale con la denominazione Kymriah, che viene impiegato con pazienti pediatrici e adulti fino ai 25 anni di età, che soffrono di Leucemia Linfoblastica Acuta (LLA) a cellule B refrattaria.

Si tratta di una terapia adatta alle forme di LLA resistenti alle terapie o che si sono ripresentate dopo aver fatto ricorso ad un trattamento standard.

L’utilizzo di tisagenlecleucel è indicato anche per pazienti adulti che hanno un Linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL), anche esso recidivante o refrattario dopo aver effettuato due o più cicli di terapia sistemica.

Ospedale Molinette Torino

Il caso di Torino

Questa nuova terapia è stata provata per la prima volta in Piemonte nella nostra città.

Una paziente di 25 anni, che combatteva con una forma di Leucemia Linfoblastica Acuta, ha avuto occasione di beneficiarne.

La giovane era stata indirizzata, nella case iniziale, all’Ematologia dell’Ospedale Molinette. Qui era stata seguita dalla dottoressa Ernesta Audisio e dal dottor Alessandro Busca.

Dopodiché, la ragazza ha trovato accoglienza presso l’Oncoematologia pediatrica dell’Ospedale Infantile Regina Margherita.

Qui, sotto le direttive della professoressa Fagioli, la terapia è stata portata a termine ed è stato utilizzato il farmaco sopracitato.

Al momento, la 25enne la paziente si trova al Centro Trapianti del Regina Margherita e presenta, fortunatamente, delle buone condizioni di salute generali. Si procederà gradualmente con la fase post terapia, in quanto occorre visionare gli effetti prodotti e le possibili tossicità del metodo utilizzato.

Per ottenere qualche esito sarà necessario attendere almeno un mese. Per avere un quadro più chiaro della situazione e dell’effettiva efficacia della terapia serviranno invece verifiche continue per anni.

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