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Torino Esposizioni: storia e progetti futuri

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Il complesso di Torino Esposizioni, attualmente in poco utilizzato in attesa del riqualificazione, è stato uno dei poli fieristici principali della città.

Inaugurato nel 1939, nel pieno periodo fascista, il complesso fieristico ha vissuto diversi restauri, di cui il più importante è avvenuto nel 1960 per mano dell’architetto Pier Luigi Nervi.

Attualmente sta vivendo una fase di restauro, e dovrebbe rivedere la luce nel 2023.

Torino Esposizioni: storia

La giunta comunale, nel periodo fascista, volle un nuovo polo per le sfilate di moda e ordinò la costruzione di un nuovo polo fieristico.

Nel 1936, l’architetto Ettore Sottsass senior si aggiudica il bando della costruzione della struttura.

I lavori furono ultimati nel giro di un anno, nel 1939, donando alla città la sede dell‘ente nazionale della moda voluta dalla dittatura fascista.

La struttura, pone al centro un giardino rettangolare, circondato dai quattro padiglioni fieristici.

Mentre nell’ingresso nord era possibile scorgere una costruzione adibita a ristorante, mentre nel versante sud era stato disposto un teatro all’area aperta.

Il regime fascista utilizzo la struttura, durante gli anni bellici, come sede del salone dell’autarchia, al fine di convincere l’opinione pubblica della bontà della guerra.

Tuttavia, il conflitto bellico porterà ingenti danni alla struttura, dove i bombardamenti della RAF inglese portarono a danneggiamenti al tetto e alle fondamenta.

Tra il 1950 e il 1960, il salone subì importanti modifiche, trasformando la fisionomia del complesso dai suoi albori fino all’attuale conformazione. Roberto Biscaretti di Ruffia, il primo a compiere lavori di riqualifica, trasformò il padiglione centrale in un salone absidato. In ultimo, Riccardo Morandi creò un salone ipogeo.

Il lavoro più importante, però, è quello compiuto da Pier Luigi Nervi, il quale creò una copertura in vetrata. Il lavoro di quest’ultimo ha portato, nel 2018, la Getty Foundation a una sovvenzione da 200 mila dollari per preservare l’operato dell’architetto.

Il Salone dell’Automobile ha usato i suoi padiglioni per la mostra fino al 1989.

L’organizzazione spostò poi l’evento nel nuovo polo espositivo Lingotto.

Negli ultimi anni è stato utilizzato come polo didattico presso l’Università di Torino e nel 2006, durante i giochi olimpici, al suo interno fu adibita una pista da Hockey sul ghiaccio.

Il futuro

Il padiglione 3, nel mese di dicembre avrebbe ospitato una mostra a Pier Luigi Nervi, tuttavia la pandemia ha cancellato l’evento.

Il comune, proprio per contrastare il covid, ha deciso di adibire una struttura per fronteggiare l’emergenza sanitaria creando uno spazio per pazienti colpiti dal coronavirus da 458 posti letto divisi in 55 strutture tensostatiche.

Per Il futuro, il comune ha deciso un piano triennale di intervento, che dovrebbe vedere la completa conclusione nel 2023.

Il politecnico di Torino, inoltre, creerà al suo interno un nuovo polo di studi totalmente all’avanguardia.

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