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Torino, a ottobre arriveranno le fototrappole anti-sozzoni

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Dalle periferie di Milano, passando per Roma e arrivando a Gela, notiamo che l’abbandono dei rifiuti, è un problema che interessa tutto lo Stivale. Qualcosa però sta cambiando. A Torino, infatti, entro la fine di ottobre, saranno istallate e attivate delle “fototrappole anti-sozzoni” per evitare gli scarichi abusivi di rifiuti.

Fototrappole anti-sozzoni, inizia la guerra

Grugliasco e Moncalieri sono stati gli apripista in Piemonte. In questi comuni, il sistema delle fototrappole è attivo da tempo, per contrastare gli abusivi dei rifiuti. L’abbandono dei rifiuti è infatti diventato un problema molto urgente, soprattutto a Torino Nord. Nella strada delle Vallette e in via Traves, così come in strada Bellacomba e in corso Sacco e Vanzetti, nel tempo, si sono formate delle vere e proprie discariche a cielo aperto.

Il Testo Unico sull’ambiente, all’articolo 192 stabilisce che l’abbandono e il deposito incontrollati di rifiuti sul suolo e nel suolo sono vietati. Si applica a ogni tipologia di rifiuto liquido o solido, abbandonato sul ciglio della strada o nel sottosuolo. Le sanzioni stabilite per chi verrà beccato, variano da un minimo di 300, ad un massimo di 3.000 euro, in base alla quantità e pericolosità dei rifiuti.

immondizia intorno al cestino
Torino, a ottobre arriveranno le fototrappole anti-sozzoni

Magliano, bel risultato raggiunto

La richiesta dei dispositivi cattura-abusivi è partita dal capogruppo dei Moderati, Silvio Magliano. La domanda è stata poi accolta dall’Assessore all’Ambriente, il Pentastellato Alberto Unia. Per Magliano, si tratta di un “bel risultato raggiunto”. Nel frattempo, il moderato, promette alla provincia di continuare a prestare massima attenzione alla vicenda, auspicandosi che tutto sia attuato in tempi brevi.

Intanto Emiliano Bezzon, comandante della polizia municipale, in accordo con i vertici Amiat, sta elaborando un piano per l’istallazione delle fototrappole. Amiat gestisce infatti il servizio di raccolta e trattamento dei rifiuti urbani della città di Torino. Gli enti non riveleranno la collocazione dei dispositivi, e, tantomeno il numero degli stessi. Rivelare posizioni e numeri potrebbe essere infatti un aiuto agli “sozzoni”.

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