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Torino Palazzo del Lavoro troppo bello per essere abbandonato

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Il gigante di via Ventimiglia in attesa di una ristrutturazione

Torino Palazzo del Lavoro attende una nuova destinazione d’uso.

Dopo il ritorno nelle mani dello Stato in seguito alla cessione delle quote da parte della famiglia Ponchia, la struttura in via Ventimiglia resta abbandonata.

E mentre Cassa Depositi e Prestiti inaugura una nuova sede in via Corte d’Appello, ci si domanda inevitabilmente quale sarà il futuro dell’edificio progettato da Pier Luigi Nervi.

Lasciarlo a se stesso è un peccato. Si tratta infatti di un edificio importante per Torino che da il benvenuto a chi arriva in città da sud ovest. Un’area troppo bella per essere abbandonata che potrebbe contare anche su qualche aiuto da parte dell’Unione Industriale torinese.

Il fatto che ora il Palazzo del Lavoro sia in mano a Cassa Depositi e Prestiti aumenta le sue possibilità di rinascita. Un primo passo, sottolineano da Palazzo Civico, sarà la ristrutturazione delle sue facciate.

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Torino Palazzo del Lavoro troppo bello per essere abbandonato

Torino Palazzo del Lavoro, i progetti in campo digitale

Cdp mantiene comunque un certo riserbo sulla questione, dal momento che l’operazione immobiliare non si è ancora conclusa definitivamente. Diversi i progetti che potrebbero interessare l’opera di Nervi.

Si punta molto sul tema del digitale e diverse ipotesi si stanno valutando anche con l’amministrazione torinese. In particolare, si chiede l’aiuto di Cdp sul fronte dell’intelligenza artificiale. Una collaborazione partita già da qualche anno.

Il Comune avrebbe infatti stilato con Cdp un accordo che ha portato alla rinegoziazione dei mutui, un finanziamento per la linea 2 della metropolitana ed al restauro delle palazzine ex Moi.

In totale 1,6 miliardi mobilitati da Cdp nel biennio 2019-2020 a favore degli enti locali piemontesi. In più, una rinegoziazione dei mutui per 761 milioni ed il sostegno a tre opere fondamentali per la città come la metropolitana, la Città della Salute ed il Parco della Salute.

La speranza dunque è che anche il Palazzo del Lavoro possa avere un futuro migliore magari legato all’alta tecnologia e tornare al suo splendore originario.

Ilaria Di Pinto

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