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Torino Palazzo del Lavoro proprietà dello Stato

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L’edificio progettato da Nervi passa interamente a Cassa depositi e prestiti

Torino Palazzo del Lavoro, nuova vita per l’edificio.

Dopo anni in stato di abbandono, il grande capolavoro progettato da Pier Luigi Nervi torna ad essere proprietà dello Stato.

Gefim, azienda specializzata nel settore edilizio ed immobiliare appartenente alla famiglia Ponchia cede la sua metà di quote all’interno di Pentagramma Piemonte spa a Cassa depositi e prestiti.  Quest’ultima diventerà così socio unico della società che si occupa del recupero architettonico della struttura realizzata in occasione dell’Expo Italia ’61.

In questi giorni si conclude l’iter burocratico che porterà in settembre al definitivo passaggio di proprietà. La nuova gestione dovrebbe determinare degli sviluppi per quanto riguarda la riqualificazione dell’edificio.

Con il controllo e la forza economica di Cassa depositi e prestiti, l’iter per la rinascita della struttura ha buone possibilità di ripresa. In particolare dovrebbe concludersi la fase urbanistica che comprende i rapporti sulle bonifiche e sul verde, rispondendo alle richieste avanzate in questi anni dalla Sovrintendenza.

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Torino Palazzo del Lavoro proprietà dello Stato

Torino Palazzo del Lavoro, una galleria commerciale come progetto per la riqualificazione

La riqualificazione dell’edificio che simboleggia la tradizione industriale torinese sarà un’opera ingente. Solo la ristrutturazione della facciata di corso Unità d’Italia costerà diversi milioni di euro.

La struttura di 625 mila metri cubi aspetta di conoscere il proprio futuro. A settembre si avranno maggiori dettagli sull’operazione finanziaria e sulla ripartenza della riqualificazione stessa. Il progetto originale prevedeva la realizzazione di una galleria commerciale di 43 mila metri quadrati. Di questi, 18 mila dovrebbero essere adibiti alla vendita e 28 mila utilizzati per la gla – gross leasable area.

A questo si aggiungerebbero anche gli oltre 1.500 posti auto da realizzare nei sotterranei ed una superficie che dovrebbe ospitare lo spazio per l’eccelenza piemontese della tecnica.

Un percorso che verrà studiato nel dettaglio al fine di valorizzare l’edificio ed apportare un valore aggiunto all’intera città.

Ilaria Di Pinto

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