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Torino campo rom sgomberato, denuncia contro il Comune

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L’accusa è di abuso d’ufficio e non trasparente gestione dei fondi Ue

Torino campo rom sgomberato, per i legali si tratterebbe di una violazione alla legge.

La denuncia verso i sindaci di Torino, Roma e Firenze arriva dall’Associazione Nazione Rom. Con la querela depositata il 20 agosto i primi cittadini Chiara Appendino, Virginia Raggi e Sergio Nardella finiscono nel mirino della procura di Roma.

Le accuse mosse al sindaco del capoluogo piemontese dal legale rappresentante dell’associacione Anr, Marcello Zuinisi, sono due. Quella di abuso d’ufficio e quella della non trasparente gestione dei fondi strutturali assegnati dall’Ue all’Italia.

Ripartiti dallo Stato fra 13 città metropolitane, avrebbero dovuto essere utilizzati per progetti di integrazione e riscatto sociale delle popolazioni RSC – Rom, Sinti e Caminanti.  

Per quanto riguarda l’abuso d’ufficio, i rom puntano il dito sul recente sgombero di via Germagnano. Circa un centinaio le famiglie sfrattate ad agosto su ordine del sindaco Appendino. Tuttavia per il legale Zuinisi, si tratterebbe di una violazione alla legge 77 del 17 luglio scorso che proroga la sospensione degli sfratti fino al 31 dicembre 2020.

L’operazione eseguita a Torino andrebbe quindi contro le disposizioni emanate in seguito all’emergenza Covid19.

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Torino campo rom sgomberato, denuncia contro il Comune

Torino campi rom sgomberati, la complessa vicenda dei fondi Ue

Più complessa invece è la questione dei fondi Ue assegnati per progetti di integrazione a sostegno di RSC. Fondi a quanto pare non utilizzati. Addirittura, sottolinea il legale dell’Anr, nessuna attuazione dei tavoli di pianificazione e confronto previsti negli accordi quadro sottoscritti tra Italia e Ue.

Non è chiaro quale sia la cifra complessiva assegnata a Torino nè quale percentuale sarebbe stata destinata a progetti concreti. Nessuna replica da parte dell’amministrazione sulla questione.

La vicenda del campo di via Germagnano va invece avanti da anni. Nel 2016 il decreto di sequestro per disastro ambientale seguito dalla chiusura nel 2019 della parte regolare e autorizzata dove vivevano 36 persone. Nella parte irregolare a inizio agosto vivevano 96 famiglie.

Nel corso degli anni il campo è stato sgomberato poco alla volta, le case svuotate e rase al suolo. Una procedura che secondo l’associazione andrebbe oltre i confini della legge.

Ilaria Di Pinto

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