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Torino negozi chiusi ad agosto

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La crisi colpisce la città, aperto solo il 40% degli esercizi

Torino negozi chiusi ad agosto a causa della crisi post Coronavirus.

Sarà un’estate diversa per le vie della città. Dopo il lockdown e tutto ciò che ne è conseguito, sembra difficile immaginare cosa accadrà ad agosto a Torino.

C’è preoccupazione tra i titolari degli esercizi commerciali che si trovano bloccati nell’indecisione: provare a tenere aperto sfidando il rischio di incassi molto bassi? Per molti di loro, il gioco non vale la candela.

Il timore è quello di ritrovarsi in una Torino deserta, con pochi locali aperti e saracinesche abbassate nelle zone più periferiche.

Per il momento sono solo una cinquantina le comunicazioni all’Ascom di esercizi pubblici con l’intenzione di rimanere in attività ad agosto. Si stima che in totale possano essere un 30-40% i locali aperti, come conferma il direttore di Epat, Claudio Ferraro.

La situazione sembra essere resa più complicata proprio dalla normativa: non si può comunicare la chiusura e poi restare aperti perchè si verrebbe multati. Per questo i negozianti navigano nell’incertezza.

Vale lo stesso per gli imprenditori del settore ristorazione. Se prima della ripartenza si era decisi a tenera aperto anche ad agosto, adesso in molti hanno cambiato idea. La percentuale del 70% di negozi aperti si è ridotta al 40.

In più, mancheranno i turisti internazionali e questo scoraggia ulteriormente i commercianti che scelgono di lasciare in cassa integrazione i dipendenti.

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Torino negozi chiusi ad agosto

Torino negozi chiusi ad agosto: i numeri di Confcommercio

Secondo Confesercenti il quadro sarebbe in realtà più roseo, con percentuali più elevate soprattutto in centro città. La speranza per alcuni è che i Torinesi scelgano di non andare in vacanza e possano sostituire i turisti che nel periodo estivo solitamente visitano il capoluogo piemontese.

Per ora, sono i numeri a parlar chiaro. Il direttore di Ascom Confcommercio Torino e Provincia, Carlo Alberto Carpignano riferisce di un secondo trimestre per il commercio molto negativo e con una previsione di quello attuale molto lontana dal pre-pandemia.

Per cercare di risollevare la situazione, l’associazione commercianti di piazza Vittorio si è attivata mettendo in campo un progetto culturale che coinvolge i residenti. L’obiettivo è quello di trasformare e arricchire dal punto di vista culturale la movida della zona partendo dalla pedonalizzazione di Lungo Po Cadorna.

Il programma prevede serate con ospiti, musica, teatro e letteratura nei locali. L’intenzione sarebbe quella di portare avanti l’iniziativa per tutto il 2021 così da incentivare la buona movida e magari estenderla a tutta piazza Vittorio.

Ilaria Di Pinto

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