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Crisi del commercio a Torino picchia duro su alcune categorie

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Bar e ristoranti in crisi: circa il 60% potrebbe chiudere. A rischio 12mila posti di lavoro.

Crisi del commercio a Torino: la situazione è grave. Le cause sono le solite: covid, smart working, crollo turismo. E così i bar ed i ristoranti soffrono tantissimo.

In questi giorni si è tenuta una commissione con le Associazioni di categoria, per prendere coscienza delle specifiche problematiche. E cercare di capire se il Covid-19 possa essere l’occasione per ripensare un rilancio del commercio che era già in crisi prima del lockdown.

Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti Torino, ha sottolineato come uno dei settori maggiormente toccati dalla crisi dovuta alla pandemia e all’emergenza sanitaria è quello dei bar e ristoranti.

smart working
Crisi del commercio a Torino picchia duro su alcune categorie

Lo smart working rende le cose difficili

E mentre le spese salgono, sono gli incassi a dimagrire. Tanti bar e ristoranti hanno perso il prezioso momento di pausa-pranzo dei lavoratori, dato che ancora adesso si sta privilegiando lo smar tworking.

Anche Confesercenti, analizzando la crisi del commercio a Torino, si è soffermata sullo smart working dei dipendenti pubblici. Svuotando gli uffici, contribuisce alla sofferenza delle attività di somministrazione. Da qui la proposta di dirottare le somme risparmiate dalla mancata erogazione dei buoni pasto in azioni di sostegno al settore.

Il commercio online

Altro elemento che concorre alla crisi del commercio a Torino, sono gli acquisti online. Il trend delle vendite di prodotti di largo consumo online è cresciuto, segnando un +162,1%.

Il 77% delle aziende che vende online nei diversi settori ha acquisito nuovi clienti, a dimostrazione che la crisi ha portato diversi consumatori ad avvicinarsi per la prima volta agli acquisti online.

Per Confcommercio è importante la tutela del piccolo commercio, all’interno del quale il negozio di vicinato svolge un importante ruolo di socialità favorendo e sviluppando le relazioni.

Insomma si chiedono interventi immediati per evitare il default del settore della somministrazione. Da qui la proposta dell’estensione del Bonus Piemonte a tutte le categorie del commercio, per cui sarebbe opportuno rivedere i codici Ateco e i termini per la presentazione delle domande.

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