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Torino cittadinanza onoraria al medico cubano volontario

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Julio Guerra Izquierdo ha prestato servizio alla Ogr durante l’emergenza Covid-19

Torino cittadinanza onoraria per Julio Guerra Izquierda, capo della brigata medica Henry Reeve.

Con il suo servizio nell’ospedale allestito alle Ogr il medico cubano è stato in prima linea nella fasi più acute dell’emergenza sanitaria in Piemonte.

Il Consiglio Comunale ha dunque deciso di conferirgli la cittadinanza onoraria, con votazione favorevole da parte di tutte le forze politiche. La proposta è partita dal consigliere di Torino in Comune – La Sinistra, Eleonora Artesio.

Julio Guerra Izquierdo ha 44 anni ed è uno specialista in nefrologia e medicina di comunità. Dopo aver lavorato per anni in zone afflitte da condizioni sanitarie disastrose come l’Africa durante l’epidemia di Ebola, lui e la sua équipe sono arrivati a Torino ad Aprile.

Anche altri colleghi hanno affrontato il viaggio da Cuba per aiutare il personale degli ospedali in Lombardia e in altre realtà europee.

Al dottore viene dunque conferita la cittadinanza onoraria in virtù dei meriti conseguiti, del coraggio, altruismo, umanità dimostrati. Ma anche ovviamente dell’importante impegno profuso per la popolazione torinese e dell’Italia intera, come si legge sull’atto ufficiale.

In quasi tre mesi di lavoro a Torino il dottor Guerra Izquierdo ha guidato la sua equipe con volontà, professionalità e assoluta dedizione. Inoltre, le lettere dei pazienti dimessi rappresentano la conferma della sua straordinaria umanità.

medici cubani arrivano in Italia
Torino cittadinanza onoraria al medico cubano volontario

Torino cittadinanza onoraria al medico cubano: la sua carriera segnata dalle emergenze

Una carriera trascorsa nei teatri delle gravi emergenze quella del medico cubano. Così come quella dei 38 operatori sanitari che lo accompagnano.

La maggior parte di loro ha esperienza in zone di guerra o segnate dalle epidemie. Ad esempio il colera ad Haiti o gli uragani e i terremoti in America Latina. In campo anche per combattere l’ebola in Liberia e Sierra Leone.

Il dottor Izquierdo aveva anche spiegato che il volontariato in situazioni di emergenza fa parte della formazione di tutti i medici a Cuba. Ma nel caso dell’emergenza italiana l’intervento è stato anche una risposta all’amicizia tra i due popoli.

A Cuba, la trasmissione del virus è stata interrotta anzitempo. Già dai primi contagi a Wuhan, è stato elaborato un piano per fronteggiarlo e ha funzionato.

Così, i medici cubani sono intervenuti in Italia, portando competenze e dedizione. La cittadinanza onoraria è solo una parte del ringraziamento dovuto.

Ilaria Di Pinto

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