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Ospedale Covid OGR: accordo tra Regione e Fondazione CRT

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La struttura sanitaria temporanea cesserà la sua attività il 31 luglio

Ospedale Covid OGR, arriva la chiusura dopo 100 giorni di operatività.

Dopo l’emergenza sanitaria, il complesso di corso Castelfidardo a Torino tornerà ad ospitare mostre e concerti. L’ospedale allestito al suo interno verrà invece trasferito, rimanendo a disposizione nell’eventualità di una seconda ondata di contagi nel periodo autunnale. La nuova location è ancora incerta, ma tra le ipotesi c’è anche la Clinica della Memoria di Collegno.

La decisione è arrivata nella serata di ieri in seguito all’incontro in Regione tra Alberto Cirio, l’assessore alla sanità Luigi Icardi e alla protezione civile Marco Gabusi. Presenti ovviamente anche Giovanni Quaglia e Massimo Lapucci – presidente  e segretario generale di Fondazione CRT- e Fulvio Gianaria, presidente Ogr.

Sulla base delle ricognizioni svolte dall’Asl Città di Torino sul territorio regionale, non si è riscontrata la necessità di mantenere attivo il presidio all’interno delle ex Officine.

Le parti coinvolte concordano quindi sul trasferimento in altra sede entro l’estate. Fondazione CRT e Compagnia di San Paolo, hanno inoltre dichiarato la loro disponibilità a sostenere i costi dell’operazione. Niente oneri dunque per il sistema pubblico.

Nei prossimi giorni si terrà anche un incontro con il sindaco di Torino, Chiara Appendino, e con il prefetto Claudio Palomba, per valutare le possibili nuove sedi per l’ospedale Covid.

Ogr Torino
Ospedale Covid OGR: accordo tra Regione e Fondazione CRT

Ospedale Covid OGR, torna lo spazio per mostre e concerti

La notizia del trasferimento del presidio ospedaliero lascia finalmente un po’ di respiro alle Ogr.

 Le restrizioni e la chiusura degli ultimi mesi hanno infatti messo a dura prova la realtà torinese che si propone come polo innovativo e culturale della città.

La soluzione adottata permetterà quindi di avere una rete di sicurezza nel caso l’emergenza si ripresentasse con forza in autunno. Dall’altro lato, le Ogr potranno tornare alla loro destinazione originaria, tutelando così i posti di lavoro messi a rischio dalla crisi.

Ancora un po’ di attesa dunque prima che mostre e concerti tornino a movimentare la città.

Ilaria Di Pinto

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