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Bonus Covid per i medici: non presente nel Decreto Rilancio.

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Niente premio, dunque, ai medici negli ospedali Covid.

Bonus Covid per i medici non pervenuto. Questo è quanto si evince dal Decreto Rilancio appena pubblicato. Il testo definitivo porta alcune importanti modifiche in tema di sanità rispetto alla bozza resa nota nei giorni scorsi.

Tra le più rilevanti c’è la cancellazione del contenuto di un articolo che prevedeva il bonus di 1000 euro per gli operatori sanitari direttamente impegnati sul fronte dell’emergenza coronavirus.

Tuttavia, se il bonus da 1000 euro non è più presente nel “decreto Rilancio” per nessuna professione sanitaria, in sostanza può essere però previsto a livello regionale, dove contrattualmente sono erogate le indennità, attraverso il finanziamento di ulteriori 190 milioni di euro per incentivi al personale sanitario.

Però la Ragioneria dello Stato ha bocciato l’iniziativa della giunta guidata da Alberto Cirio per destinare un bonus economico ai professionisti impegnati contro il coronavirus. Per cui niente busta paga più gonfia a luglio.

Nel frattempo è arrivata anche la notizia della chiusura, entro fine mese, dell’ospedale temporaneo delle Ogr. Aperto tre mesi fa, durante l’emergenza sanitaria, ora verrà chiuso e le OGR torneranno a fare mostre e concerti. Come, ad esempio, la festa per il terzo compleanno della struttura, a fine settembre.

I letti, utili nell’eventualità di una seconda ondata di contagi, saranno trasferiti in un’altra sede. Tra le ipotesi: la Clinica della Memoria di Collegno e la caserma Riberi.

gazzetta ufficiale
Bonus Covid per i medici: non presente nel Decreto Rilancio.

Perchè niente bonus per il Piemonte

Quindi il bonus Covid per i medici potrebbe essere erogato dalle regioni ma in Piemonte il problema è lo Stato. Infatti impedisce al Piemonte di stanziare la somma concordata con le rappresentanze del personale sanitario e premiare chi si è battuto in prima linea durante l’emergenza.

Lo Stato, quindi, h impugnato la legge regionale del Piemonte che distribuisce le risorse aggiuntive statali e regionali destinate all’incremento dei fondi contrattuali del personale del Servizio sanitario regionale per l’emergenza coronavirus Covid19.

In sintesi, secondo la Ragioneria dello Stato la Regione non potrebbe stanziare una cifra doppia rispetto a quanto già stanziato a livello centrale. Praticamente la Regione Piemonte ha stanziato troppi soldi e quindi non può ripartirli.

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