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Torna la fiducia nel mattone: il Covid non ferma l’immobiliare

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Il mercato immobiliare regge al virus. Dopo il lockdown, il mattone in Piemonte è in ripresa.

La fiducia nel mattone pare non essere mai andata via. L’emergenza sanitaria e il blocco del lockdown non hanno creato difficoltà al mercato immobiliare.

Con la fase 3 il settore delle case sta vivendo una buona ripresa e il capoluogo piemontese si adegua alle nuove richieste di vendita e affitto post Covid. Pare che il coronavirus abbia accelerato la richiesta di case con terreno. Fronteggiando il Covid-19, molti italiani hanno fatto rotta verso le case di campagna o stanno pianificando di farlo acquistando una dimora rurale o verso la prima cintura della città.

Il trend si stava manifestando già a inizio anno, quando ancora non si parlava di pandemia. Col sopraggiungere di Covid-19 c’è stata un’impennata di richieste da parte di persone che hanno confermato la convinzione di voler vivere fuori città o almeno con un giardino e/o terrazzo, non appena tutto sarà passato.

Covid-19 ha circoscritto i confini alle mura domestiche aumentando la consapevolezza dei limiti che le caratterizzano. Dalle richieste dei clienti ricevute dalle agenzie, risulta il bisogno di ritorno alla natura, per “allargare” i confini delle abitazioni alla ricerca del benessere per il corpo e per la psiche.

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Torna la fiducia nel mattone: il Covid non ferma l’immobiliare

L’immobiliare piemontese in crescita

È ciò che emerge da una ricerca effettuata dal Fiaip,  punto di riferimento per tutti i professionisti del settore immobiliare.

Secondo questa ricerca, a due mesi dalla ripartenza, il mattone in regione è in ripresa. Nei mesi di maggio e giugno la domanda registrata è in crescita, anche del 20%, rispetto al pre-pandemia, con circa il 10% che si trasforma in acquisto vero e proprio.

Torna la fiducia nel mattone ma, in realtà, non è mai andata via. Cambiano però le richieste dei piemontesi. Adesso si preferiscono metrature più ampie e spazi più vivibili per lavorare in autonomia o in smart working. Si prendono in considerazione, anche , zone fino a oggi meno richieste: aree semi centrali e prima cintura. Si cercano, dunque, open space, giardini e terrazzi: soprattutto case e villette ossia case indipendenti.

Diversamente il settore commerciale, fatto di negozi e uffici, mostra segnali di sofferenza. Si evidenzia una contrazione dei valori sia per le locazioni, sia per le vendite. È un comparto penalizzato che subisce le ricadute peggiori della crisi seguita alla serrata. Numerosi negozi non hanno riaperto o hanno dismesso locali e attività. La domanda si è spenta e chi vuole vendere ha due soluzioni: attendere o svendere.

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