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Torino, Notte bianca a San Giovanni per rilanciare il commercio e ritrovare la socialità

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L’idea, a pochi giorni dai festeggiamenti del Santo Patrono, è partita dai commercianti. San Giovanni non sarà solo in tv, ma si potrà vivere in tutta la città e in tutti i quartieri

Torino si prepara alla Notte bianca di San Giovanni, la prima dopo il lockdown.

A pochi giorni dai festeggiamenti del Santo Patrono della città, spunta una nuova allettante proposta da Confesercenti: perché non tenere aperti locali e negozi?

Quest’anno, si sa, lo show di San Giovanni sarà totalmente a porte chiuse e si potrà vedere soltanto online o in diretta tv.

Per ottemperare alle normative anti-contagio tanti eventi legati alla tradizione sono stati annullati. Primo tra tutti il Farò del 23 sera. Poi la sfilata di Gianduja e Giacometta e, infine, i festeggiamenti in piazza con i droni luminosi, che da qualche anno a questa parte hanno soppiantato i fuochi artificiali.

Lo spettacolo di luci ci sarà comunque, ma si terrà all’interno della Mole Antonelliana, dove 200 droni accompagneranno la danza del corpo di ballo Zebra. Tutti quanti, dai musicisti ai cantanti agli artisti che tanto ci fanno ridere, si esibiranno sotto la cupola del monumento simbolo di Torino.

E noi potremo goderci lo spettacolo solamente dallo schermo del pc o dello smartphone, ovunque vogliamo, basta connettersi su Rai Play o su www.sangiovannix3.it.

San Giovanni verrà trasmesso anche in diretta tv su Rai Premium, quindi non dimenticate di accendere la tv alle ore 21.

Torna la Notte Bianca di San Giovanni a Torino

E se, invece, la serata di San Giovanni me la voglio passare fuori e non chiuso in casa?

Da qui nasce l’idea di Confesercenti, subito sposata dall’assessore Alberto Sacco. Una Notte bianca a San Giovanni, con locali e negozi aperti fino a mezzanotte. Ma non solo in centro, in tutti i quartieri della città, da Regio Parco a Mirafiori, da Borgo Vittoria a Borgo Po.

I bar e i ristoranti potrebbero trasmettere lo show di San Giovanni dal televisore e i torinesi potrebbero così vivere l’evento in condivisione con i propri vicini.

Non più tutti ammassati in una sola piazza, ma tante piccole piazze moltiplicate per tutto il territorio urbano dove ritrovarsi e festeggiare insieme nel proprio quartiere.

La proposta mira prima di tutto a rilanciare il commercio in questo periodo di crisi e poi a ritrovare la socialità perduta durante i mesi di lockdown.

Chi vuole, quindi, può tenere le serrande aperte anche la sera.

Il tutto – ovviamente – continuando a rispettare le regole anti-contagio che ormai conosciamo tutti.

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