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Le Rsa piemontesi restano chiuse: niente riapertura per sicurezza

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Le Rsa piemontesi non riaprono: per questione di sicurezza resteranno chiuse

Le Rsa piemontesi restano chiuse.

Nei giorni scorsi era stata anticipata la possibilità, per le residenze per anziani, di riaprire le proprie porte ai visitatori. Una opportunità che, almeno a livello regionale, ha trovato scarsissime adesioni, in quanto lo stesso DPCM riconosce autonomia di decisione. La riapertura è stata fissata al 15 di giugno, ma la discrezionalità era riservata alle Direzioni Sanitarie delle singole strutture.

L’obiettivo è quello di garantire la sicurezza al massimo del suo livello, con controlli e segnalazioni continue in ogni struttura. Una strategia precisa, volta a rendere più accessibili i complessi e più sicuri gli ospiti al loro interno.

Questo ragionamento arriva dalle precedenti esperienze in merito. Nelle scorse settimane era emerso come le strutture per anziani di Torino siano fortemente in difficoltà.

Nel capoluogo piemontese erano stati realizzati i controlli per gli operatori e gli ospiti delle Rsa, per prevenire eventuali contagi.

Questo perché molte persone ospitate potrebbero contrarre o aver già contratto la malattia, visto che gran parte dei pazienti ha avuto a che fare con gravi patologie pregresese.

A Torino sono stati effettuati migliaia di tamponi, con risultati piuttosto altalenanti, ma negativi nella maggior parte dei casi. Numerose realtà, celebri o meno, sono finite sotto la lente d’ingrandimento per fare luce sull’emergenza in corso.

Le Rsa piemontesi restano chiuse: niente riapertura per sicurezza

Una serie di indagini che hanno portato a dedurre la grossa facilità di propagazione del virus, specialmente in ambienti particolarmente esposti come quelli precedentemente citati.

I numeri sui contagiati hanno fatto venire qualche perplessità di troppo al riguardo.

Le contromisure da adottare

Per evitare che simili situazioni si ripetano, si sta facendo l’ipotesi di realizzare strutture dedicate per i contagiati. Si tratterebbe di pazi dedicati per gli ospiti positivi al Covid. In questo modo è più semplice ed efficace isolare in maniera più efficace i contagiati.

A ciò si aggiunge l’intervento dei militari all’interno delle strutture sanitarie, disposto dalla Regione Piemonte per riportare al massimo l’affidabilità e l’efficienza delle residenze.

La Brigata Alpina Taurinense, la Scuola di Applicazione dell’Esercito e il Reggimento artiglieria a cavallo sono stati impegnati nella pulizia e nella disinfestazione delle case di riposo.

Questo piano d’azione prevede l’intervento in decine di strutture, le prime a sperimentare questo intervento. Un progetto che punta a restituire la normalità a degli ambienti fortemente provati dall’emergenza Coronavirus

. L’epidemia ha colpito in particolar modo gli anziani e, di conseguenza, le strutture che li ospitano. Pertanto, per combattere la sua diffusione si deve partire dagli elementi più deboli ed esposti.

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