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Torino, al Regina Margherita i robot mettono in contatto genitori e piccoli pazienti oncologici

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L’iniziativa per supportare medici, pazienti e familiari in questo momento di distanze obbligate

All’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino ci sono robot contro le distanze.

In questi mesi sentiamo parlare spesso di distanze interpersonali da mantenere come misura anti-contagio. Ma ci sono casi in cui le distanze sono così ampie che, al contrario, andrebbero ridotte.

È il caso dei reparti di oncoematologia pediatrica, dove sono ricoverati i bambini che necessitano di terapie ospedaliere. Spesso i genitori fanno avanti e indietro dal posto di lavoro all’ospedale per i propri piccoli, ma ci momenti in cui la presenza si fa più labile.

Soprattutto in questo momento storico in cui le misure anti-Covid rendono ancora più difficili (se non impossibili) le visite nelle strutture ospedaliere.

Da qui nasce il progetto dei robot contro le distanze, sviluppato da Tim in collaborazione con il Comune di Torino, Città della Salute e Casa Oz (l’associazione che aiuta le famiglie con figli malati).

Il concept dell’iniziativa si basa sul fatto che le nuove tecnologie non sempre – come si dice – separano, ma a volte riescono ad unire.

Robot Regina Margherita
Torino, al Regina Margherita i robot mettono in contatto genitori e piccoli pazienti oncologici

I robot, teleguidati da remoto, hanno uno schermo attraverso il quale i genitori possono interagire con il figlio. Allo stesso modo anche i medici possono comunicare in telepresenza con i familiari del piccolo paziente, soprattutto quando bisogna definire il piano terapeutico.

Un processo di “umanizzazione” dell’assistenza ospedaliera che mira a ridurre il senso di isolamento e turbamento provato dai pazienti.

Con il sistema di comunicazione dei robot possono invece interagire con gli educatori o con i compagni di scuola e non saranno mai soli.

I robot contro le distanze al Regina Margherita e al Sant’Anna di Torino

I nuovi sistemi di tele-comunicazione, creati dalla Startup Double Robotics, stanno già passeggiando tra i reparti di Oncoematologia pedriatrica del Regina Margherita e tra i corridoi di Casa Oz, dove si ritrovano le famiglie con bimbi ricoverati.

Ma la nuova tecnologia è utile anche nel reparto di Ginecologia e Ostetricia 1 universitaria del Sant’Anna di Torino. Qui le neo-mamme che devono rimanere in isolamento per l’emergenza covid, possono mettersi in contatto con i familiari grazie ai robot.

Un modo di essere presenti, anche se non fisicamente presenti.

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