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Chiara Appendino contro i gilet arancioni: la Sindaca non approva i manifestanti

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Chiara Appendino si espone sul delicato tema dei gilet arancioni, che sta tenendo banco a livello nazionale da diversi giorni.

In un intervento al programma televisivo “Tagadà“, in onda su La7, la Prima Cittadina del capoluogo piemontese ha dichiarato espressamente la sua disapprovazione per le modalità di manifestazione portate avanti dagli esponenti di questo movimento.

La Sindaca ha infatti affermato che l’atteggiamento dei Gilet arancioni sia un insulto a tutti coloro che, in questo momento di emergenza, hanno rispettato le regole. Tutti coloro che sono stati in prima linea, che hanno sofferto con sacrifici economici personali e fisici per superare l’emergenza.

In particolar modo, Appendino si è soffermata sulle immagini provenienti dalle piazze italiane. Che hanno hanno trasmesso un senso di irresponsabilità e una di presunzione nei confronti di chi ha fatto grandi sacrifici personali, economici e di altro genere. Un’offesa per coloro che hanno rispettato le norme a protezione di sé stessi e degli altri. E che magari vedranno vanificati i propri sforzi per colpa di questi assembramenti incontrollati e privi delle basilari regole di tutela e garanzia della salute.

Chi sono e cosa perseguono i Gilet arancioni tanto criticati da Chiara Appendino

I gilet arancioni sono diventati noti ai più nelle scorse settimane, quando hanno organizzato grandi manifestazioni in piazza nella giornata di venerdì 29 maggio.

Gli esponenti e i seguaci di questo movimento si sono dati appuntamento a Torino, a Milano, a Roma, a Napoli e in altre città italiane, per esprimere il proprio malcontento e le proprie convinzioni.

Alla base di tutto c’è l’avversità nei confronti dell‘Unione Europea, dal punto di vista politico ed economico. Quest’ultimo viene visto come una delle questioni fondamentali, da risolvere con l’abbandono dell’Euro e il ritorno alla Lira.

A ciò si aggiungono i pareri contrari al Governo e al Presidente della Repubblica. Tutti soggetti da sollevare dalle proprie cariche, in quanto ritenuti “abusivi”, privi di titoli e diritti di ricoprire i propri ruoli.

Inoltre occorre contare anche i No Vax e i sostenitori del bluff del Coronavirus, che avrebbe generato meno problemi di salute di quanto si possa pensare.

Insomma, un movimento molto disomogeneo, che sta salendo alla ribalta in un contesto a dir poco anomalo per il nostro Paese.

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