Articoli HPSanità

Torino, la protesi bionica regala una nuova vita al ragazzo che aveva perso la mano

707
Tempo di lettura: 2 minuti

Aveva perso la mano destra dopo un infortunio sul lavoro: dopo tre anni al Maria Adelaide di Torino gli impiantano una protesi bionica da 40mila euro.

Una protesi bionica controllata tramite impulsi cerebrali per un ragazzo che aveva perso la mano. Non è fantascienza, né la trama di un film. È successo a Torino, presso le Officine Ortopediche Maria Adelaide.

L’intervento è stato condotto da un team di esperti su supervisione del direttore, il dott. Roberto Ariagno. Una seconda chance per un giovane di appena 33 anni che si è ritrovato senza una mano a seguito di un incedente sul lavoro.

È la storia di Marco, un ragazzo di Ivrea, che da un giorno all’altro ha visto la sua vita prendere una decisa deviazione. Faceva il macellaio e durante la lavorazione della carne un macchinario ha deciso di strappargli via un arto. “Improvvisamente la mia mano destra finisce nel tritacarne – racconta Marco – e, nell’arco di pochi secondi, tutto è cambiato”.

Fortunatamente i soccorsi sono stati tempestivi: l’arrivo immediato all’ospedale di Ivrea e poi il trasferimento al Maria Vittoria di Torino. Una vera e propria corsa contro il tempo per salvare il salvabile.

Un’equipe composta, tra gli altri, dalle dottoresse Claudia Cerato e Alessandra Clemente di Chirurgia Plastica, Chirurgia della Mano e Microchirurgia (guidata dal dott. Giorgio Merlino) gli hanno risanato il pollice. Per le altre dita niente da fare, il danno era troppo grave.

Marco resta in ospedale per una settimana per poi essere seguito dalla SC Recupero e Riabilitazione Funzionale della ASL Città di Torino nel post-operatorio.

Una protesi estetica copriva parzialmente l’arto fuori uso. Ma Marco non si è lasciato abbattere e ha continuato il percorso di riabilitazione, mentre re-imparava a svolgere le attività quotidiane usando unicamente la mano sinistra.

Dopo tre anni una nuova protesi bionica

Dopo tre anni dall’infortunio sul lavoro, una chiamata che gli ha cambiato nuovamente la vita. I medici del Maria Vittoria consegnano il caso di Marco all’Officina Ortopedica Maria Adelaide di Torino, uno dei pochi centri accreditati in Italia per arti bionici.

Insieme decidono di virare su una protesi bionica multiarticolata, la I-Digits. Quattro dita in fibra di carbonio e titanio collegate al muscolo ipotenare, salvato dai chirurghi del Maria Vittoria.

Una protesi speciale che risponde perfettamente agli impulsi cerebrali del ragazzo, grazie a un sistema a elettrodi, in grado di fare dodici movimenti differenti.

Ora Marco può raccogliere degli oggetti e tenerli in mano senza farli cadere mediante un sistema di stretta automatica. Può stringere la mano, anche se non è consigliato per le normative anti-contagio, e può piegare tranquillamente tutte le dita. Con l’indice può addirittura utilizzare schermi touch come smartphone e tablet in completa autonomia.

Torino Protesi Bionica
Torino, la protesi bionica regala una nuova vita al ragazzo che aveva perso la mano – Nella foto Marco che utilizza uno smartphone

“È una sensazione bellissima, emozionante – ha confessato Marco – A partire da questo momento potrò di nuovo utilizzare entrambi gli arti, affrontare la mia routine in altro modo”

Una vera e propria rivoluzione che unisce biologia e tecnologia, e che ha dato nuova vita ad un giovane ragazzo.

Ora Marco dovrà seguire un percorso riabilitativo presso la Fondazione Don Gnocchi di Torino, un centro specializzato in protesi ad alta tecnologia. E a breve potrà persino tornare a guidare la sua amata moto.

A pagare la protesi bionica è stata l’INAIL, dopo aver accertato l’infortunio sul lavoro. Il costo totale è di 40 mila euro.

Tag
707

Related Articles

707
Back to top button
Close
Close