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Il Riparti Piemonte aiuta il piccolo commercio ed è subito guerra con la grande distribuzione

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Il Riparti Piemonte frena le nuove aperture e i lavori di ampliamento dei centri commerciali per aiutare il commercio di prossimità. L’accusa dei grandi supermercati

Il Riparti Piemonte aiuta il piccolo commercio e scatena la guerra con la grande distribuzione.

Emergono i primi effetti collaterali del piano di interventi messo in atto dalla giunta regionale per far ripartire il Piemonte nella Fase due dell’emergenza Coronavirus.

Il fondo di 800 milioni a disposizione delle imprese e delle famiglie, a quanto pare, non ha accontentato tutti. Tra i paletti imposti, infatti, ci sono i lavori dei centri commerciali.

Per tutte le nuove grandi aperture è prevista una moratoria fino al 31 gennaio 2021. Così anche per quanto riguarda ampliamenti e trasferimenti di Gdo. Un’iniziativa volta a rilanciare l’economia del commercio di prossimità che è rimasto fermo in questi mesi di emergenza.

Un doveroso bilanciamento, secondo i piani della giunta Cirio, visto che i supermercati hanno continuato a lavorare praticamente senza concorrenza.

Ma le Gdo non ci stanno e, con tutt’altri numeri alla mano, accusano il governo regionale di frenare il vero motore economico che potrebbe portare alla ribalta il commercio.

In questo periodo di emergenza, anche i medi e grandi supermercati hanno sofferto, dicono. Il pericolo più grande, semmai, è rappresentato dall’e-commerce.

I centri commerciali che non ripartiranno

Stando al fermo imposto dal Riparti Piemonte, molti brand saranno costretti a congelare investimenti e progetti già parzialmente avviati.

Nova Coop, per esempio, dovrà accantonare il disegno di una nuova apertura in piazza Mirafiori a Torino. Così come quella di scalo Vallino in zona Porta Nuova (che doveva essere pronta per le Atp Finals), o le ristrutturazioni avviate nel centro di Asti.

Anche l’Auchan di corso Romania, che doveva ampliare la sua estensione, resterà fermo. E tra le grandi attese c’era anche l’Esselunga di via Botticelli, che tuttavia rimarrà in bozze ancora per un po’.

Oltre ai supermercati anche i king del bricolage, Brico e Leroy Merlin, sono rimasti bloccati dai piani della Regione.

Tutti insieme accusano la Regione di frenare un pezzo importante dell’economia piemontese. “Centinaia di posti di lavoro sono a rischio”, dicono i rappresentanti delle Gdo che chiedono di abrogare l’articolo 37 del Riparti Piemonte.

Senza contare che lo stesso provvedimento volto a bilanciare il commercio potrebbe contrastare con la libera concorrenza.

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