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Il Piemonte pronto a diventare polo industriale e di ricerca per 25 aziende straniere

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Il Piemonte pronto a diventare polo industriale e di ricerca per 25 aziende straniere

Guardare all’estero, attrarre investimenti e favorire le aggregazioni tra le piccole e medie imprese: sono questi gli obiettivi per il 2020 per l’economia piemontese.

“Nell’ultimo anno, a parità di risorse, abbiamo fatto quasi il 60% in più di attività rispetto agli anni precedenti”, spiega Pierpaolo Antonioli, presidente Ceip, centro estero per l’internazionalizzazione. Si appresta poi a sottolinea la maggiore efficienza e l’interesse delle aziende straniere ad insediarsi in Piemonte, sia come stabilimenti industriali sia come centri di ricerca e sviluppo.

A guardare al nostro territorio sono soprattutto i Paesi asiatici che vedono nel Piemonte la possibilità di avere una catena di forniture già consolidata su cui investire. In passato è già successo con Crrc, il più grande produttore di materiale rotabile al mondo dopo Alstom e Siemens, che ha investito e fatto crescere Blue Engineering, fornitore di servizi di ingegneria in più campi.

Ma non ci sono solo colossi cinesi. Altre nazioni come l’India, dove si stanno concentrando moltissimi capitali, sono alla ricerca di collaborazioni.

Tali paesi per incrementare le esportazioni in Europa, necessitano di basi produttive. Il Piemonte, in questo senso, potrebbe diventare un polo di riferimento per il sud Europa. Mentre sono tutti concentrati sulla parte settentrionale europea (Germania, Austria, eccetera), sarebbe fondamentale puntare sul bacino del Mediterraneo. E la nostra regione ha le carte in regola per diventare un vero e proprio hub per chi guarda a questo mercato.

Il Piemonte polo industriale e di ricerca: si punta sull’automotive e sull’aerospace

I settori su cui si concentrano gli interessi delle aziende internazionali sono principalmente l’automotive e l’earospace, fondamentali per l’economia torinese. E poi i mondi dell’automazione, della meccanica di precisione, della meccatronica e dell’elettronica.
Tra le novità il tessile per lo sport, specializzazione molto richiesta su cui si stanno posizionando alcune aziende con buoni risultati.

Intanto parte la programmazione per gli interventi finanziati dai fondi strutturali e di investimento europei – che ammontano a 3 miliardi di euro.

Si pensa a rendere il territorio piemontese sempre più attrattivo, con Università e centri di ricerca. Oltre a favorire integrazione e sinergie, prendendo ad esempio Fca e Psa. Strutturare le Pmi in filiere, offrendo supporto specialmente alle piccole aziende per l’internazionalizzazione e l’aggregazione.

“Sono le Pmi che sostengono tutta l’economia – spiega il presidente dell’Unione Industriale, Dario Gallina – se miglioriamo la loro salute anche l’economia della Regione migliora”

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