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9 torinesi su 10 abitano vicino a un’area verde: ecco i quartieri meno “verdi” di Torino e quelli a rischio climatico

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Verde pubblico: ecco i quartieri meno "verdi" di Torino e quelli a rischio climatico
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Verde pubblico: ecco i quartieri meno “verdi” di Torino e quelli a rischio climatico

Anche quest’anno sono stati organizzati a Torino gli Stati Generali del Verde Pubblico 2019 – giunti alla loro quinta edizione. L’evento rappresenta un momento di confronto tra gli esperti e le istituzioni, al fine di arrivare a una maggiore integrazione di parchi e giardini nell’urbanistica della città.

Per l’occasione la città di Torino ha condotto uno studio che ha analizzato il verde pubblico dei diversi quartieri cittadini. Dopodiché, ha incrociato i dati demografici di ogni zona e le sue caratteristiche per intercettare possibili criticità e trovare così le soluzioni green più adatte.

I quartieri di Torino meno verdi e quelli a rischio effetto “Isola di calore”

La ricerca è stata esposta al centro congressi dell’Enviroment Park.
Dai primi dati emerge che il 93% dei torinesi abita vicino a un parco, o meglio, entro 300 metri da un’area verde ricreativa (dai parchi ai giardini di quartiere). Inoltre, il 94% dei giovani fino ai 14 anni vive entro 500 metri da un’area gioco.

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Il 35% della superficie del Comune è costituita da spazi verdi sia pubblici sia privati (circa 47 km quadrati).

Infine, esaminando i dati del verde pubblico a confronto con quelli dei residenti dei diversi quartieri, il risultato ottenuto è che a Torino ci sono aree meno “green” e più cementificate. Sono i quartieri di Barriera di Milano, Cenisia, Barca-Bertolla, Santa Rita e San Salvario Nord (non nella parte vicino al Valentino), dove ogni abitante ha relativamente meno verde a disposizione sotto casa rispetto ad altri quartieri.

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Sono queste le zone su cui intervenire. “Bisogna agire per migliorare la qualità della vita degli abitanti” afferma l’assessore all’ambiente Alberto Unia. Soprattutto nei quartieri con più fragilità sociale, è importante costituire un’area verde per stimolarne la riqualificazione.

Dopo l’analisi dello studio, si procederà su due fronti. Con le micro-opere, piantando alberi al posto dei cassonetti dell’immondizia nei corridoi ecologici. E con le macro-opere, con l’aggiunta di 20.000 alberi tra parco Stura, Colonnetti e Sangone, che permetteranno di ridurre le emissioni nell’aria di CO2 di circa 300.000 kg l’anno.

Un successivo obiettivo del piano strategico dell’infrastruttura verde sarà contrastare il cambiamento climatico. I quartieri più a rischio dell’effetto “Isola di calore”, un fenomeno microclimatico che comporta un innalzamento della temperatura, sono Barca e Mirafiori Sud.

Ma, in realtà, fino al 46% del territorio torinese risulta essere a rischio medio-alto.