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Chiude a Torino Jack Emerson: dopo oltre 60 anni addio allo stile inglese in pieno centro

Chiude a Torino Jack Emerson: dopo oltre 60 anni addio allo stile inglese in pieno centro
Chiude a Torino Jack Emerson: dopo oltre 60 anni addio allo stile inglese in pieno centro
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Chiude a Torino Jack Emerson: l’atelier dello stile inglese dice addio alla città dopo 60 anni

Chiude a Torino Jack Emerson.
Lo storico negozio di via Cesare Battisti 1 chiuderà presto i battenti, dopo oltre sessant’anni di vita nel pieno centro cittadino.
Un duro colpo per il cuore della città, che vede un’altra attività storica abbassare la saracinesca, dopo le decine di chiusure illustri degli ultimi anni. Una crisi che ha colpito davvero chiunque e che priva il centro sabaudo dello stile inglese, che ha entusiasmato generazioni di torinesi per i suoi capi e i suoi materiali di prima qualità.
Chiude a Torino Jack Emerson: dopo oltre 60 anni addio allo stile inglese in pieno centro
Chiude a Torino Jack Emerson: dopo oltre 60 anni addio allo stile inglese in pieno centro
A rendere evidente la decisione della chiusura ci hanno pensato gli sconti comparsi in vetrina. Molti dei vestiti e degli accessori sono, al momento, in vendita con uno sconto che va dal 30% al 50% del prezzo originale. Dei veri affari, per coloro che vogliono approfittare per fare shopping di classe.

La storia del negozio inglese: a Torino Jack Emerson punto di riferimento per vip

Il locale era stato aperto nel 1956.
Le cravatte personalizzate in maglia di seta, i mocassini Saxone, le giacche con tre bottoni e molti altri indumenti hanno stregato gli appassionati di moda elegante, torinesi e non. Seta, cachemire e lana vergine sono sempre stati gli elementi portanti di questa gloriosa realtà.
Un punto di riferimento per i torinesi in cerca di eleganza, ma anche e soprattutto per personaggi di spicco. A Torino Jack Emerson ha vestito personalità illustri come la famiglia Agnelli e Giampiero Boniperti, passando per Pier Paolo Pasolini, la Infanta di Spagna, Gabriella di Savoia, Rossella Falk e tanti altri.
Una perdita enorme per il centro, che prosegue nel suo processo di sostituzione delle insegne storiche con i grandi brand.
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