Storia

5 Aprile 1944: la strage del Martinetto, eseguite 8 condanne a morte

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“Qui caddero fucilati dai fascisti i martiri della Resistenza Piemontese. La loro morte salvò la vita e l’onore d’Italia. 1943-1945“.

Questa è la frase di commemorazione che ancora oggi possiamo osservare al poligono di tiro del Martinetto.

Qui le milizie della Repubblica Sociale italiana eseguivano le sommarie sentenze emesse dal tribunale speciale di Torino.

La targa è situata vicino al muro delle esecuzioni in quel resta del complesso situato tra corso Svizzera, via Giovanni Battista Gardoncini e corso Appio Claudio di cui oggi ricordiamo una delle più pesanti stragi commesse in quei giorni di guerra.

Dopo l’ armistizio dell’ 8 Settembre 1943 la situazione nel paese è più che mai drammatica

Il Re e il governo si rifugiano al sud, l’ esercito è senza una guida e sparso in tutti i più disparati teatri di guerra, dall’ Africa alla Russia, dai Balcani alla Francia occupata.

Dopo la decisione presa dal governo Badoglio di arrendersi agli anglo-americani i nostri soldati si trovano al fianco dei loro ex alleati (in cerca di vendetta) e completamento allo sbando.

Inoltre la penisola pochi giorni l’ annuncio radiofonico viene invasa dalle truppe germaniche che occupano il paese fino a quella che verrà chiamata la linea Gustav.

5 Aprile 1944: al Martinetto vengono eseguite 8 condanne a morte

I tedeschi liberano Mussolini che al nord proclama la Repubblica Sociale italiana, uno stato “fantoccio”, che in pratica non ha nessun potere decisionale ma che avvia una forte repressione nei confronti di tutti colori che si schierano con le opposizioni (armate) che vogliono la liberazione completa del paese.

Anche il Piemonte, nella fattispecie Torino, è in fermento con molte attività anti-governative: in città ci sono molte fabbriche (dal capoluogo piemontese partirà il più grande sciopero contro il fascismo indetto nel 1943) e tra gli operai della FIAT è facile trovare oppositori ai fascisti.

I comitati di liberazione nazionali si organizzano anche nella nostra regione e danno vita al Comitato Regionale Militare Piemontese (CRMP).

La mattina del 31 Marzo 1944, al Duomo, vengono arrestati 8 dei componenti del comitato:

Franco Balbis
Quinto Bevilacqua
Giulio Biglieri
Paolo Braccini
Errico Giachino
Eusebio Giambone
Massimo Montano
Giuseppe Perotti.

Gli oppositori vengono subito trasportati “alle nuove” (in quei giorni prigione politica per i dissenti), e dopo pochi giorni avviati a processo.

Il 2 Aprile inizia la farsa e il 3 Aprile viene emesse la condanna: fucilazione.

5 Aprile 1944: al Martinetto vengono eseguite 8 condanne a morte
5 Aprile 1944: al Martinetto vengono eseguite 8 condanne a morte

I prigionieri vengono condotti all’ alba del 5 Aprile presso il poligono di tiro del Martinetto e, dopo aver eseguito il macabro rituale, ovvero legare i prigionieri su delle sedie con le spalle rivolte agli esecutori, e la consueta benedizione la sentenza viene eseguita.

61 partigiani persero la vita in quei mesi di occupazione nazi-fascista e, anche davanti al boia, non mancarono episodi di grande coraggio e attaccamento alla patria: è il caso degli 8 uomini caduti nella retata del 31 Marzo che, anche davanti ai loro esecutori, in un ultimo e disperato atto di coraggio urlarono uniti e compatti “Viva l’ Italia libera”.

Oggi, di quel teatro di morte, resta poco poiché dell’ area ceduta al comune nel 1883 all’ associazione nazionale del tiro a segno, in cui fu edificato il poligono di tiro, non resta segno dopo il definitivo smantellamento avvenuto nel 1951.

Il muro delle esecuzioni (dove si possono ancora notare i buchi delle pallottole) e il giardino commemorativo hanno preso il posto della vecchia struttura ed oggi sono luogo di interesse nazionale  in onore delle vittime di quei mesi di lotta.

Ogni anno, il 5 Aprile, avviene una cerimonia in ricordo delle stragi e alcuni nomi dei caduti di quel giorno campeggiano oggi per le vie della nostra città: via Braccini, via Perotti (a Nichelino), largo Giachino, via Montano, via Biglieri, via Bevilacqua (Borgaretto), corso Giambone; oggi anonime intitolazioni a delle vie, ieri grandi eroi.

Franco Balbis

Franco Balbis

Franco Balbis prese parte fin da subito al mestiere della guerra.

Dopo varie spedizioni tra il 1941 e il 1942, venne trasferito in Croazia.

Firmato l’armistizio del ’43 tornò a Torino e si arruolò nel CMRP.

Catturato dai Fasci il 31 marzo del 1944, fu processato tra il 2 e il 3 aprlile con i suoi compagni. rappresentò il Psi nel Comitato militare.

Quinto Bevilacqua

Quinto Bevilacqua
5 Aprile 1944 la strage del Martinetto, eseguite 8 condanne a morte Quinto Bevilacqua

Quinto Bevilacqua nacque da una famiglia emiliana di braccianti agricoli di fede socialista.

Dal 1931 si trasferì a Torino e divenne un operaio mosaicista.

Dopo il matrimonio con la figlia di un noto esponente socialista, si dedicò al lavoro cospirativo, rappresentando il partito socialista italiano all’interno del CMRP. I fasci lo catturarono il 28 marzo 1944. Morì fucilato il 5 aprile.

Giulio Biglieri

Giulio Biglieri
5 Aprile 1944 la strage del Martinetto, eseguite 8 condanne a morte Giulio Biglieri

Giulio Biglieri nacque a L’Aquila. Si trasferì a Novara, ove divenne bibliotecario. Dopo l’armistizio iniziò a compiere operazioni militari con i partigiani dell’alto Novarese. Fu catturato il 30 marzo del 1944. Paolo Braccini nacque in provincia di Viterbo.

Paolo  Braccini

Paolo Braccini
5 Aprile 1944 la strage del Martinetto, eseguite 8 condanne a morte Paolo Braccini
Era un docente universitario che da inizio 1943 prese i primi contatti col Partito d’Azione. Dall’armistizio iniziò a formare le prime bande di Giustizia e libertà. Fu catturato il 31 marzo 1944. Entrambi morirono fucilati il 5 aprile dello stesso anno.

Errico Giachino

Errico Giachino
5 Aprile 1944 la strage del Martinetto, eseguite 8 condanne a morte Errico Giachino

Errico Giachino nacque a Torino nel 1910. Prese il diploma di geometra, per poi iscriversi alla Facoltà di Economia e Commercio. Nel ’41 venne chiamato alle armi e dopo l’armistizio iniziò ad organizzare le prime bande di opposizione al Fascismo. I Fasci lo catturarono il 31 marzo del 1944.

Massimo Montano

Massimo Montano nacque in Francia nel 1919. Rispose alla chiamata alle armi nel ’39. Dal ’43 entrò a far parte del CMRP. Catturato a marzo 1944, fu ucciso con Giachino e i compagni il 5 aprile.

Giuseppe Perotti

Giuseppe Perotti
5 Aprile 1944: la strage del Martinetto, eseguite 8 condanne a morte

Giuseppe Perotti nacque a Torino nel 1895. Partecipò alla Prima Guerra Mondiale e si distinse soprattutto a Caporetto. Compì varie spedizioni, e dopo l’armistizio entrò a far parte del movimento della Resistenza. I Fasci lo arrestarono il 31 marzo del 1944. Morì il 5 aprile del medesimo anno.

Eusebio Giambone

Eusebio Giambone

Eusebio Giambone nacque a Monferrato. Entrò a far parte fin da giovanissimo del movimento socialista. I Fascisti lo aggredirono e arrestarono nel 1921, costringendolo ad emigrare in Francia. Arrestato dalla polizia francese nel 1940 è costretto a rimpatriare nel 1941, venne consegnato alla polizia fascista. Liberato nell’agosto del 1943 si attivò subito nella resistenza. Venne arrestato nuovamente il 31 marzo del 1944 e morì coi compagni della resistenza il 5 aprile.

Alessandro Rigitano

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