Cronaca di Torino

Ospedale Valdese: quale futuro?

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Basterebbero i numeri e il curriculum per salvare dalla chiusura o dalla riconversione l’ospedale Valdese

Il piccolo nosocomio di San Salvario, ceduto nel 2004 dalla Tavola Valdese alla Regione Piemonte, effettua circa:

  • 4mila chemioterapie l’anno
  • 6.500 interventi di senologia
  • 200 interventi chirurgici a settimana
  • 2mila interventi oculistici l’anno

La riabilitazione cardiologica, reparto di fondamentale importanza, è l’unica rimasta in tutta la città.

Eppure, nonostante i numeri e nonostante due accordi firmati nel 2005 dal presidente Ghigo e nel 2007 dalla presidente Bresso con la Tavola Valdese – accordi con cui la Regione si impegnava a “garantire ed implementare i servizi offerti dall’ospedale” – negli ultimi due anni residenti e personale hanno dovuto assistere inermi ad un progressivo smantellamento.

Monitor e macchinari ospedalieri

L’ospedale Valdese ha iniziato a perdere un “pezzo” dopo l’altro

A giugno è stata chiusa la farmacia, trasferita poi all’ospedale Martini e a fine 2012 andranno in scadenza i service esterni che garantiscono numerose prestazioni all’interno della struttura.

Residenti, pazienti, personale medico ed infermieristico, la circoscrizione si sono mobilitati dall’estate scorsa per capire le sorti di questa eccellenza sanitaria torinese.

La Regione però è rimasta chiusa in un silenzio assoluto e ogni tentativo di avere risposte o chiarimenti è andato a vuoto. Soltanto in campagna elettorale il presidente Cota è intervenuto per rassicurare tutti sul futuro del Valdese.

Appena il tempo di chiudere le urne però e lo scenario è cambiato

Le voci hanno continuato a susseguirsi, ogni volta smentendo le notizie precedenti e aumentando la preoccupazione del comitato nato per salvare il Valdese.

L’ultima pagina di questa storia che sembra non dover mai finire è stata scritta a Marzo 2012 quando la circoscrizione ha convocato un consiglio aperto invitando anche l’assessore regionale alla Sanità, Paolo Monferino.

Assessore che non si è presentato lasciando i presenti a discutere e a ribadire dubbi, perplessità, paure ripetute allo sfinimento.

Nella lettera inviata al presidente della Levi l’assessore ha spiegato che il Valdese si avvia a diventare una struttura per la post-acuzie con conservazione degli ambulatori diurni. Insomma, esattamente quello che tutti temevano.

La Redazione di Mole24

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