Cronaca di Torino

Torino dedica un giardino al grande paroliere Leo Chiosso

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Torino ha deciso di onorare uno dei suoi figli più illustri, Leo Chiosso, talentuoso scrittore, poeta e autore televisivo, dedicandogli un giardino. Noto per aver scritto alcuni dei più grandi successi della musica italiana, Chiosso ha passato la maggior parte della sua vita in Vanchiglia, quartiere nel quale si trova anche l’area verde che gli è appena stata intitolata.

La vita e il genio di Leo Chiosso

Nato l’8 agosto 1920 a Chieri, un comune vicino a Torino, Leo Chiosso ha trascorso gran parte della sua vita nel cuore di Vanchiglia. Fu qui che, passeggiando per le strade del quartiere, incontrò la giovane figlia della ricamatrice, Caterina, e se ne innamorò perdutamente. Nonostante l’opposizione della suocera, Chiosso riuscì comunque a sposare la ragazza, creando un legame che sarebbe poi diventato una fonte d’ispirazione per molte delle sue canzoni.

Durante il suo tempo in Vanchiglia, Chiosso sviluppò anche un’amicizia profonda con un altro grande artista italiano, Fred Buscaglione. I due si conobbero quando erano ancora ragazzi e, nel corso degli anni, scrissero insieme numerosi brani che sarebbero diventati delle vere e proprie hit. Canzoni come “Che bambola“, “Teresa non sparare“, “Che notte” e “Eri piccola così” sono solo alcune delle gemme che i due amici hanno creato insieme.

Durante la sua vita, inoltre, Chiosso ha avuto l’occasione di scrivere numerose canzoni di successo per moltissimi altri artisti italiani. Brani come “Parole parole“, cantata da Mina e Alberto Lupo, e “La torpedo blu“, interpretata da Giorgio Gaber.

La città dedica a Leo Chiosso un giardino nella sua Vanchiglia

Il giardino dedicato a Leo Chiosso si trova nel cuore di Largo Montebello, proprio nel quartiere Vanchiglia di Torino. Si tratta di un luogo significativo, dal momento che era qui che lui e Buscaglione si incontravano spesso per rilassarsi e discutere di musica.

Durante la cerimonia di intitolazione, erano presenti il giornalista Giano Paolo Ormezzano, lo scrittore Bruno Gambarotte e il direttore del Torino Film Festival Steve Della Casa. A scoprire la targa, invece, è stato il vicepresidente vicario del Consiglio Comunale, Domenico Garcea.

I figli di Leo Chiosso, Fred e Giorgio, che hanno partecipato alla cerimonia, hanno espresso la loro gratitudine per l’omaggio tributato a loro padre. Un gesto importante per un uomo che, pur avendo vissuto tanti anni a Milano e Roma ha sempre difeso il suo essere torinese.

Torino, inoltre, continuerà ad omaggiare la figura del grande paroliere anche durante il Torino Film Festival. Infatti, nel programma, è presente un convegno interamente dedicato a Chiosso, organizzato in collaborazione con l’Università del Piemonte Orientale.

Asja D’Arcangelo

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