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Torino: continua la sfida per il riconoscimento IGP del Gianduiotto

Da Asja D'arcangelo

Novembre 09, 2023

Nel 2017, è stata avviata la domanda di certificazione europea per il riconoscimento IGP del Gianduiotto di Torino. Nonostante le opposizioni della Lindt, il governatore Cirio è determinato a difendere il marchio del Gianduiotto e a far valere la sua autenticità e la sua connessione con il territorio piemontese.

Il riconoscimento IGP e la disputa con Lint

Il Comitato Gianduiotto di Torino è entrato da tempo in disputa con la multinazionale svizzera Lindt, che ha acquisito la Caffarel nel 1997. Lindt, infatti, rivendica la titolarità del marchio, affermando che il Gianduiotto è stato inventato proprio dalla Caffarel nel 1865.

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La questione principale riguarda la composizione del Gianduiotto. Il Comitato Gianduiotto di Torino sostiene che storicamente il cioccolatino contenesse solo tre ingredienti: nocciola tonda gentile IGP del Piemonte, massa di cacao e zucchero. La percentuale di nocciola dovrebbe variare tra il 30% e il 45%, e questi tre ingredienti dovrebbero essere gli unici componenti del Gianduiotto.

Dall’altra parte, Lindt propone di inserire nel disciplinare del Gianduiotto la presenza di latte (intero o in polvere) e di ridurre la percentuale di nocciola al 26%.

La battaglia per la difesa del Gianduiotto di Torino

Il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, ha preso le redini della situazione e si è schierato a difesa del Gianduiotto torinese. Infatti, il marchio del Gianduiotto apparterrebbe a Torino e al Piemonte nel suo complesso, non a una singola azienda, italiana o svizzera che sia.

Cirio si è impegnato a portare avanti la battaglia per ottenere il marchio IGP per il Gianduiotto torinese, sia a livello nazionale che europeo. Ha infatti incontrato il Comitato promotore del marchio, rappresentato dal cioccolatiere Guido Castagna e dall’avvocato Antonio Borra, e ha ottenuto l’appoggio del ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida.

Il presidente della Regione Piemonte ha anche portato la questione all’attenzione del Commissario europeo per l’Agricoltura, Janusz Wojciechowski. Quest’ultimo ha assicurato che farà tutto il possibile per difendere il legame tra i marchi dei prodotti e la loro città o regione d’origine, nel rispetto delle regole europee in tema di tutela delle denominazioni.

Il marchio IGP: un riconoscimento importante per il Gianduiotto di Torino

L’ottenimento del marchio IGP del Gianduiotto torinese non è solo una questione di orgoglio territoriale, ma serve per tutelare e valorizzare questo prodotto d’eccellenza dolciaria. Il marchio, infatti, garantirebbe che il Gianduiotto sia prodotto secondo regole precise, preservando la sua autenticità e la sua connessione con il territorio piemontese.

Inoltre, l’IGP rappresenterebbe un importante strumento di promozione per il Gianduiotto. Il cioccolatino, infatti, è un vero e proprio ambasciatore della tradizione dolciaria piemontese, con un fatturato che supera i 200 milioni di euro all’anno. Il riconoscimento IGP potrebbe aprire nuove opportunità di mercato e di visibilità per i produttori di Gianduiotto, sia a livello nazionale che internazionale.

Asja D’Arcangelo

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Asja D'arcangelo

Studentessa di facoltà umanistiche all'Università di Torino. Appassionata di giornalismo, ama viaggiare e scoprire nuove culture.