Economia

Torino: entro fine anno la raccolta differenziata arriverà in centro

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Si inizierà dalle zone limitrofe a piazza Castello e piazza San Carlo

Amiat dice addio alle isole ecologiche

Finalmente la raccolta differenziata dovrebbe arrivare anche in centro a Torino entro la fine del 2023, coprendo quindi tutto il territorio. Infatti, finora il centro e l’intera Circoscrizione 1 sono l’unica porzione dove ancora non è effettuata la differenziata.

Un problema che attanaglia tanto le amministrazioni quanto i residenti, soprattutto per i metodi usati. Infatti, in alcuni casi l’uso dei cassonetti con tessera digitale non è andato a buon fine, generando polemiche come in San Donato. Inoltre, queste isole ecologiche saranno ridotte da Amiat, la società di Iren preposta alla raccolta.

L’uso della tessera, inoltre, permetteva di quantificare la produzione di spazzatura delle famiglie e adeguarne le tasse. Per quanto riguarda il centro, in alcune strade come via Barbaroux è impossibile entrarci con il camioncino. Di fatto, si stanno vagliando soluzioni miste in base al territorio con il possibile ritorno della raccolta porta a porta.

Le diverse strategie per la raccolta differenziata in centro a Torino

La raccolta differenziata nel centro di Torino sarà organizzata in tre settori individuati da Amiat. Questi corrispondono all’asse Piazza Castello-San Carlo e, ai due lati, zona Porta Susa e Piazza Vittorio Veneto. Il progetto coinvolgerà inizialmente le due aree più esterne e poi, nel 2024 (anno di avvio della raccolta degli oli esausti), il cuore pulsante della città.

Nonostante la tabella di marcia, dal Comune rilanciano che bisogna accelerare i tempi e riuscire a completare il progetto entro fine anno. Da troppo tempo mancano questi servizi in centro ed è opportuno aumentare le percentuali di differenziata. Infatti, a fronte del target 2022 stimato del 65%, lo scorso anno i dati registrano solo un 54%, decisamente inferiore.

Le diverse metodologie di raccolta saranno quindi adeguate al territorio in base alle consultazioni con associazioni di residenti e circoscrizioni. Sebbene si prospetti un ritorno al porta a porta in alcune zone, in altre si rimpiangono invece i megacassonetti delle isole ecologiche.

Filippo Pio Monteverdi

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