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La mostra sul Generale Dalla Chiesa arriva anche a Torino

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La mostra, curata da Andrea Pamparana, è visitabile gratuitamente all’interno del Museo del Risorgimento fino al 29 maggio

La mostra sul Generale Dalla Chiesa e i due soggiorni a Torino

Arriva anche a Torino, dopo Roma e Milano, la mostra sul Generale Dalla Chiesa esposta al Museo del Risorgimento fino al 29 maggio. Un’esposizione di materiali fotografici e non solo, alcuni dei quali inediti e facenti parte dell’archivio ANSA. “Carlo Alberto Dalla Chiesa, l’uomo, il generale” ha l’obbiettivo di far scoprire aspetti lavorativi e familiari del Generale.

La mostra fotografica, con tanto di didascalie, è stata promossa dalle istituzioni e dall’Arma dei Carabinieri in occasione dei 40 anni dalla morte. L’evento serve soprattutto a ricordare il Generale, un’azione che non può limitarsi solo alle occasioni speciali.

Dalla Chiesa, nel corso della sua carriera da carabiniere, è stato due volte a Torino. La prima, arrivò alla caserma Cernaia a svolgere attività di insegnamento e per stilare dei documenti. La seconda volta, nel 1973, durante la lotta alle Brigate Rosse, si innamorò definitivamente della città, prima di essere spedito a Palermo.

Giunto in Sicilia, nel 1982, in qualità di Prefetto, vi morirà per mano della mafia il 3 settembre dello stesso anno. Nell’attentato di Via Carini morì anche la seconda moglie, Emanuela Setti Carraro, e l’agente Domenico Russo.

Il ruolo e il ricordo del Generale a Torino

La scelta del Museo del Risorgimento come cornice della mostra sottolinea l’importanza storica e strategica del Generale. Grazie al suo acume, capì subito la gravità dell’attività terroristica delle brigate e, a Torino, attuò le misure adeguate. Su suo suggerimento, infatti, nacque il Nucleo speciale antiterroristico.

La mostra sul Generale Dalla Chiesa a Torino rinsalda quindi il rapporto tra uomo e città. Qui, il Generale ha lasciato bellissimi ricordi in tutti i colleghi incontrati durante il suo cammino, che oggi sono ufficiali e comandanti. Tutti ne sottolineano la caratura morale e il ruolo fondamentale nella lotta alla mafia e alle Brigate Rosse.

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