Cronaca di Torino

Valentino e Valentina: assolti i dirigenti Gtt accusati del naufragio

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Assolti i tre dirigenti Gtt sotto accusa per il naufragio dei battelli di navigazione turistica sul Po Valentino e Valentina. La nuova sentenza ha ribaltato quella di primo grado, che aveva trovato gli imputati colpevoli.

I dirigenti Gtt accusati del naufragio di Valentino e Valentina sono stati assolti: il fatto non sussiste

L’episodio era successo nel 2016, quando durante un’alluvione, la corrente del fiume aveva trascinato via i due battelli. Dall’incidente, Valentino e Valentina erano usciti completamente distrutti e, per il naufragio, erano finiti sotto accusa tre dirigenti Gtt. Si trattava di Claudio De Consoli, Roberto Cambursano e Giovanni Battista Rabino.

Alla fine del processo, però, gli imputati sono stati tutti assolti dal momento che è emerso che “il fatto non sussiste“. La sentenza ha di fatto ribaltato la decisione di primo grado che, nel 2021, aveva visto i giudici condannare i tre dirigenti a sette mesi di carcere con la condizionale. In questo caso, infatti, erano emersi colpevoli di cooperazione in delitto colposo di pericolo.

Inizialmente, i tre di Gtt erano stati accusati di un reato inerente al codice di navigazione ma, durante il processo, era emerso che quel particolare reato era applicabile solo nelle acque marine. Per questo motivo, l’accusa nei confronti dei tre dirigenti aveva dovuto essere modificata.

L’accusa cerca i responsabili del naufragio, la difesa afferma che l’incidente non fosse prevedibile

L’episodio di sette anni fa ha comunque mutilato Torino, privandola di uno dei suoi simboli. Durante il naufragio, infatti, la corrente aveva trascinato Valentino fino al ponte della Gran Madre, dove si era poi incagliato. Valentina, invece, si era inabissata poco più avanti, per poi riemergere dopo la Diga del Pascolo.

All’epoca, il procuratore aggiunto Vincenzo Pacileo aveva aperto un’inchiesta per capire di chi fosse l’effettiva responsabilità del naufragio. Secondo l’accusa, infatti, i tre dirigenti, che si erano tutti occupati della sicurezza del servizio, avrebbero dovuto porsi il problema dell’ormeggio. Inoltre, nel 2011, grazie a una collaborazione tra Politecnico e Gtt, si stava già lavorando a un sistema per accompagnare la risalita delle imbarcazioni in caso di piena. Alla fine, però, il progetto non era mai andato in porto.

Secondo la difesa, invece, non ci sarebbe stato modo di prevedere gli effetti di un’alluvione come quella del 2016, che aveva colpito in modo inaspettato la città. Nessuno, secondo gli avvocati, avrebbe potuto fare qualcosa per evitare che gli ormeggi cedessero e i due battelli fossero trascinati via dalla corrente.

Asja D’Arcangelo

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