Cronaca di Torino

Intervista a Massimo Bortolotto direttore di QC Termetorino

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Abbiamo avuto il piacere di incontrare Massimo Bortolotto, Direttore di QC Termetorino, cuore pulsante del wellness cittadino. Dall’intimità del rituale aufguss alla magia di Superga, un’intensa chiacchierata alla scoperta del benessere fisico e mentale.

  • Qual è il segreto del vostro successo?

Il modello di business si ispira a quello delle terme imperiali romane, dove persone di diversa estrazione socializzavano e condividevano pensieri. Uno stile di vita che da millenni affida all’acqua la cura del benessere fisico. Il claim rimane lo stesso, ‘aiutare le persone a stare meglio’, ma si arricchisce del concetto di experience che diventa essenziale per il business dell’Ospitalità.

  • Lei ha seguito il centro sin dal momento di start-up: come è nata l’idea di Palazzo Abegg e qual è l’obiettivo raggiunto che più la rende orgoglioso?

Il Dipartimento Ricerca e Sviluppo, guidato in prima persona dal nostro Presidente, Saverio Quadrio Curzio, sono sempre alla ricerca di location di prestigio che abbiano una forte connotazione territoriale e con specifiche caratteristiche. Torino era nei progetti QC da tempo e Palazzo Abegg aveva le caratteristiche per diventare una nostra Unit. L’obiettivo raggiunto che ci rende orgogliosi, è di essere diventati punto di riferimento per tantissimi torinesi e non solo.

  • Decine sono le proposte tra percorso benessere, massaggi e trattamenti speciali che offrite: ce n’è una in particolare che consiglia o una alla quale nemmeno lei potrebbe mai rinunciare?

Mi piace pensare che quanto è stato progettato e realizzato, valga la pena essere testato e scoperto dai nostri Ospiti, in toto. Il percorso benessere, libero nell’utilizzo delle pratiche e nel tempo, offre molte attività per ritemprare corpo e mente. Due situazioni irrinunciabili: un massaggio antistress, armonico, volto al riequilibrio del piano fisico e all’armonia del piano energetico. Immancabile, l’Aufguss, rituale di benessere, purificazione e svago. Consiste nel posizionamento di palle di ghiaccio, miscelate con olii essenziali, sulle pietre del braciere delle saune; il loro scioglimento porterà con sé particelle di olio essenziale che si diffonde all’interno della sauna; verranno indirizzate, attraverso movimenti ritmici di un asciugamano, mosso sapientemente dalle nostre Spa Assistant, in direzione degli Ospiti provocando un’intensa e piacevole esperienza multisensoriale.

  • Qual è il concetto di benessere nella filosofia QC Terme Torino e qual è il suo modo personale per “staccare” la mente e rilassarsi?

Pensare alle Terme come qualcosa che abbia necessariamente a che fare con malanni stagionali, persone anziane e noiosi bagni di vapore, si commetterebbe un errore. La filosofia QC Terme è in primis, quella di ripensare le Terme come un luogo di svago e relax esclusivo, in grado di offrire servizi di eccellenza e un approccio ‘smart’ in sintonia con le esigenze di tutti gli Ospiti, compresi i più giovani.

Personalmente, mi diverte e mi fa rilassare, osservare le persone e cercare di comprendere le loro esigenze e/o aspettative. Nella vita privata, invece, irrinunciabili la camminate nel bosco e la passione per il giardinaggio.

  • Parlando di clientela e di percentuali: in che misura i vostri ospiti arrivano da fuori città/regione?

Essendo QC Termetorino una Urban Spa, la percentuale maggiore dei nostri Ospiti è di Torino città. Riscontriamo il 45% di Torinesi, il 36% dalla provincia di Torino, l’8% dalla provincia di Cuneo, 7% resto Italia e 4% turisti non italiani.

  • Come vi approcciate al mondo della comunicazione e del marketing: quanto la ritenete importante nei successi della vostra attività?

    L’attività di comunicazione è cruciale, quanto gratificante, in quanto diamo voce a location meravigliose, immerse in contesti naturali, storici, artistici, architettonici unici al mondo. Quando abbiamo iniziato il brand QC Terme era appena nato e poco noto. Abbiamo lavorato per anni con l’obiettivo di governarne tutte le espressioni, oltre che renderlo riconoscibile.
  • Passiamo al suo rapporto con Torino: cosa le piace e cosa invece proprio non la convince?

Non mi reputo certamente un Torinese Doc, vivendo da sempre nel Canavese, ma di Torino non si può non amare l’eleganza, la sobrietà e l’intraprendenza nella ricerca tecnologica e nell’innovazione. Mi piacerebbe si ‘credesse’ di più nelle potenzialità e si sviluppasse con forza ostinata e tenace il settore del turismo.

  • Come descriverebbe Torino con 3 aggettivi?

Sarà banale ma, come indicato precedentemente, l’eleganza è la principale caratteristica. Magica, misteriosa e soprattutto inaspettata.

  • Cosa manca (se manca qualcosa…) alla nostra città per diventare definitivamente “europea” e, di conseguenza, dal forte respiro internazionale?

La consapevolezza di esserlo!! Si deve dunque lavorare affinché Torino possa rientrare nei principali circuiti internazionali del turismo e dell’incoming, attraverso l’acquisizione di importanti manifestazioni internazionali e Congressi.

  • E per concludere: qual è il suo luogo torinese del cuore e quale routine non può mancare nella sua vita sabauda?

Il luogo del cuore è la Basilica di Superga; per due motivi: da tifoso granata, un luogo in cui commemorare la tragedia della scomparsa del Grande Torino. Un luogo di pace e tranquillità da cui godersi l’armonia e le geometrie della nostra bellissima Città. Nella mia routine Torinese, c’è l’irrinunciabile aperitivo presso un famoso American Bar di un Hotel prestigioso di Torino.

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