Cronaca di Torino

Rete idrica in perdita in Piemonte: si perdono 3 litri su 10

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La rete idrica in Piemonte, complice la continua siccità, è in perdita: crescono i timori di uso maggiore di autobotti per il periodo estivo. Si perdono 3 litri su 10, portando le stime al 32% nella regione e al 22% nella città di Torino.

Piemonte: una regione ormai a secco

Il sistema di acquedotti piemontese è particolarmente esteso e conta 15mila chilometri di diramazioni, che riforniscono i centri abitati. Per tale motivo, la manutenzione è tutt’altro che facile. Infatti, ad aggravare la già drammatica situazione di siccità della regione, aumentano anche le perdite.

Attualmente la rete idrica in Piemonte è in perdita del 22% a Torino e del 27% nella provincia, con una media del 32% nella regione a fronte del 40% di media nazionale. Numeri che dicono molto sulla difficile situazione in cui versa la regione. Anche il resto d’Italia soffre di queste perdite, con le zone centrali lungo l’appennino in cui si riscontrano i dati più elevati.

La minore portata, l’età delle tubature e gli sbalzi di pressione al loro interno, con il tempo, causano inevitanilmente delle crepe. Queste sono quasi impossibili da individuare dall’alto, perché si confondono con altre pozze d’acqua. Per intervenire, infatti, è necessario ricorrere ai vecchi metodi usando il geofono.

Questo è ciò che emerge dal convegno “Acqua in un clima che cambia” organizzato in occasione della Giornata mondiale dell’acqua del 22 marzo. È necessario agire al più presto con le manutenzioni per prevenire l’aggravarsi dei problemi in cui versano molti comuni, in cui le autobotti hanno già iniziato a fornire l’acqua.

Il nuovo metodo di manutenzione della rete idrica in Piemonte

La Smat, che si occupa delle acque nell’area metropolitana, ha pensato a un metodo innovativo di fare manutenzione. L’idea è quella di collocare dei sensori digitali lungo le tubature, in modo tale che segnalino le perdite grazie al controllo remoto. In questo modo, è possibile intervenire su tratti specifici. La cosa sembrerebbe particolarmente utile specialmente perché si è constatato che l’80% delle perdite si concentra in un’area che copre il 20% del sistema.

Il nuovo metodo per rimediare alla rete idrica in Piemonte costerà 150 milioni di euro, che però saranno coperti dai fondi del PNRR. Una spesa certamente alta, ma utile ai fini di non sprecare acqua che potrebbe arrivare in quei comuni che già ora soffrono la siccità. Se non dovesse piovere nei mesi di aprile e maggio, generalmente quelli con più precipitazioni, si rischia un aumento della necessità di autobotti e l’intervento della protezione civile per l’estate.

Filippo Pio Monteverdi

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