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A Torino un fiume di droghe: le acque del Po svelano l’alto consumo di cocaina e hashish

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Aumenta il consumo di droghe a Torino: l’area metropolitana trabocca di sostanze ed è allarme tra i più giovani

“Siamo ciò che mangiamo”, diceva il filosofo Feuerbach, ma si potrebbe dire anche “siamo anche ciò che espelliamo”. A suggerircelo è la SMAT (Società Metropolitana Acque Torino) che regolarmente conduce analisi sulle acque reflue in ingresso all’impianto di depurazione. Dalla rete idrica, infatti, vengono prelevati periodicamente alcuni campioni per la rilevazione di residui di droghe e farmaci, considerati indicatori dell’uso nell’area torinese di tali sostanze.

Già 10 anni fa SMAT collaborò al progetto Acqua Drugs promosso dal Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Dal monitoraggio si segnalò la presenza nelle reti fognarie di sostanze stupefacenti che, dopo essere state assunte, vengono naturalmente rilasciate con le urine. Si trattava principalmente di cocaina ed eroina. Anche se non mancavano tracce consistenti anche di cannabis, anfetamina, metanfetamina ed ecstasy.

A partire da questo tipo di analisi, insomma, si possono ricavare dati sulle dosi giornaliere consumate dai torinesi, una vera e propria anamnesi degli abitanti della città. È così che le acque del fiume Po svelano un crescente consumo di sostanze stupefacenti nell’area metropolitana.

Droghe a Torino: quali sono le preferite dai consumatori

Svetta in cima alla classifica il THC, il componente psicoattivo principale della cannabis (una delle droghe più consumate al mondo), sotto forma di marijuana ed hashish. Secondo le stime, sono quasi 79 le dosi rilevate ogni 1000 abitanti. Considerando la popolazione dell’area metropolitana di circa 2.247.780 abitanti, di cui 890.000 residenti nella Città di Torino, parliamo di una cifra altissima.

Si deduce che i consumatori di cannabis superano gli habitué della cocaina, che invece nel report di SMAT di dieci anni fa era la sostanza su cui erano puntati i riflettori. Il consumo è comunque preoccupante: sono quasi 13 le dosi di polvere bianca ogni 1000 abitanti. Nel lontano 2005 fece scalpore una notizia secondo cui nelle acque del Po (considerando l’intero bacino dal Piemonte al Mare Adriatico) scorrerebbe l’equivalente di quattro chili di cocaina al giorno. Oggi fa ancora più impressione questo dato, pensando anche all’emergenza siccità che lo fotografa in ritirata.

Non è finita. Tornando al bacino idrico dell’area metropolitana di Torino, le analisi delle acque hanno rilevato un elevato consumo anche di eroina, un prodotto derivato dalla morfina, a sua volta ricavata dall’oppio. Si tratta di una delle sostanze più pericolose: con l’iniezione raggiunge il cervello in appena 20 secondi. Stando alle stime ricavate dalle analisi dei residui nelle acque, sarebbero quasi 3 ogni 1000 abitanti le dosi derivate dai tossicodipendenti che usano siringhe per procurarsi i cosiddetti “rush”.

Infine, figurano nell’elenco di sostanze stupefacenti rilevate nelle acque metadone, metanfetamina ed ecstasy.

Torino, sostanze stupefacenti a fiumi: allarme tra i più giovani

Per anni Torino è stata definita “capitale dello sballo”. La città ai piedi delle Alpi, infatti, ha sempre registrato un alto ranking nella scala europea tra i consumatori di droghe.

Tutt’oggi sono all’ordine del giorno notizie come il ritrovamento di cinque panetti di hashish in corso Vercelli grazie all’aiuto di Evan, il cane antidroga della Polizia. C’era invece chi deteneva ben 14kg di eroina, 5 kg di marijuana e 8kg di hashish nella propria abitazione. Uno smercio quasi all’ingrosso.

Il 19 febbraio 2023, invece, è stato arrestato un uomo con 180 grammi di hashish in casa e 180 mila euro in contanti. Dalle indagini dei carabinieri è emerso che per smerciare la droga usava il canale Telegram. Tra i clienti anche alcuni studenti giovanissimi. Così tra un social e l’altro si sfrutta la tecnologia per perseguire illeciti e spacciare droghe a Torino.

Notizie che lanciano un campanello d’allarme tra le famiglie.

Il contrasto e l’ascolto

Tempo fa esisteva un gruppo di assistenti sociali, educatori, psicologi, sociologi, chimici, infermieri ed operatori che frequentano attivamente gli ambienti del divertimento notturno per prevenire forme di tossicodipendenza tra i ragazzi. Il progetto si chiamava Neutravel, nato nel 2007 come strumento di supervisione, consulenza e supporto psicologico legato al consumo di droghe. Uno spazio sicuro dove confrontarsi sulle sostanze e il loro uso, oltre ad hub di drug checking e misurazione del tasso alcolimetrico.

Peccato che il servizio non è più attivo attualmente e difficilmente avrà un nuovo futuro.

“Dal 1 febbraio 2023 tutte le attività di Progetto Neutravel saranno sospese, perché al momento la Regione Piemonte non ha rinnovato le risorse economiche necessarie.” Scrivono così dalla pagina Facebook ufficiale i rappresentanti di Neutravel, ringraziando al contempo tutte le persone che hanno reso possibile il progetto, dal personale dell’ASL TO4 alle cooperative, dai volontari ai ragazzi in servizio civile. Oltre a tutte le organizzazioni italiane e internazionali che hanno supportato il loro lavoro.

Rimane comunque il Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità che offre un Numero Verde: 800 186070. Si tratta di un servizio di consulenza telefonica anonimo e gratuito. Offre informazioni a chi fa uso di droghe a Torino e orienta verso i sevizi di cura e sostegno sul territorio per chi vuole uscire dal tunnel.

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