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3 giugno 2017, la tragedia di piazza San Carlo: una notte da incubo per Torino

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La tragedia di piazza San Carlo è stata sicuramente una delle pagine più buie della storia moderna della nostra città.

Andava in scena esattamente il 3 giugno 2017, in una calda serata a cavallo tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate. Quella che doveva essere una serata di festa si è trasformata in un dramma per migliaia di famiglie, tra i presenti e coloro che erano a casa ad attendere i propri cari.
Tutto ebbe inizio nel pomeriggio di quel tragico sabato. Il Salotto di Torino si apprestava ad ospitare migliaia di tifosi della Juventus, provenienti da tutta Torino e da ogni parte d’Italia. La squadra bianconera era impegnata nella finale di Champions League di Cardiff, contro il Real Madrid.

Le prime avvisaglie del disastro si erano già avute nel tardo pomeriggio, quando la calca dei presenti superava la capienza in sicurezza di una delle piazze più grandi d’Europa. E non solo: a ciò si aggiungevano i numerosi abusivi già impegnati nella vendita di bevande, alcoliche e non, che rendevano ancora più pericoloso il contesto, vista la notevole quantità di bottiglie di vetro distribuite.

Dopo l’inizio della partita, sebbene la situazione sembrasse al limite, i tifosi erano sì entusiasti, ma non consci di quello che sarebbe accaduto di lì a poco. Nel secondo tempo, dopo la rete dell’1-3 da parte del Real Madrid, pare si fosse diffuso l’allarme per un possibile attentato. In un periodo costellato da quegli avvenimenti, la voce è stata immediatamente presa seriamente, con la folla che ha iniziato a correre in ogni direzione. Nella corsa disperata sono rimaste travolte tantissime persone, che nella calca hanno subito lesioni talmente gravi da portare alla morte. Come nel caso di Erika Pioletti, la giovane rimasta uccisa in seguito a questi attimi di ansia e follia generale.

Altri morti e feriti gravi sono stati contati a seguito dei soccorsi e degli accertamenti, con il centro di Torino trasformatosi in una grande giungla, in cui l’obiettivo principale era fuggire, non importava dove.

I provvedimenti giudiziari per la tragedia di piazza San Carlo

Un avvenimento che ha scosso l’opinione pubblica di tutto il Paese, per cui sono subito stati avviati i procedimenti per rendere giustizia alle vittime.

Inizialmente, tra il 2017 e il 2018, per la sindaca dell’epoca Chiara Appendino, per il questore e per altri destinatari di spicco dell’amministrazione comunale erano giunti prima gli avvisi di garanzia e poi il rinvio a giudizio. All’inizio del 2021 gli stessi sono stati condannati in primo grado di giudizio a un anno e sei mesi per omicidio, lesioni e disastro colposi.

Parallelamente, nel 2018, mediante delle intercettazioni, è stato individuato un gruppo di italiani di origine maghrebina, che avrebbe scatenato il caos. I ragazzi, nel tentativo di effettuare una rapina, avevano utilizzato nella folla uno spray urticante, innescando così il fuggi fuggi generale. Una tesi, questa, che è stata poi confermata da uno degli autori del gesto.  A chiudere il cerchio sono arrivate le condanne del maggio 2019, che hanno fatto scattare, con l’accusa di omicidio preterintenzionale, le pene penitenziarie. A Sohaib Bouimadaghen, Hamza Belghazi e Mohammed Machmachi sono stati 10 anni, 4 mesi e 20 giorni di carcere, mentre per Aymene El Sahibi 10 anni, 3 mesi e 24 giorni.

Insomma, la tragedia di piazza San Carlo si è poi chiusa con l’intervento della legge, anche se resta, a distanza di anni, la ferita aperte per le famiglie e per una città intera.

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