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Piemonte, dopo il Covid i posti di lavoro sono 27 mila in meno

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La pandemia ha creato un buco economico che le aziende stanno cercando di colmare, e i posti di lavoro in Piemonte sono molti meno rispetto al 2019.

Dati che, con riferimento al 2021, mostrano una risalita rispetto agli anni infuocati della pandemia, che hanno portato diverse attività sul lastrico.

Infatti nell’ultimo anno le assunzioni sono cresciute, tuttavia anche questo dato va preso con le molle: il 75% dei nuovi lavoratori vive di precariato.

I posti di lavoro in Piemonte crescono, ma il dato resta ancora basso: i dettagli

Le regioni del nord hanno avviato una ripresa alla crisi economica per creare nuovi posti di lavoro per uscire dalla crisi. Oltre alla difficoltà nata dalla pandemia, negli ultimi mesi lo scoppio della guerra ha creato una nuova difficoltà economica, oltre che a una carenza di materie prime.

Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna hanno fatto registrare un aumento dei cittadini occupati lavorativamente, ma la strada è lunga. Infatti i dati sono ancora molto distanti dal 2019.

Il Piemonte è la regione che ha fatto registrato il miglior dato nel 2021 in termini di nuove assunzioni in termini assoluti: ben 19 mila unità in più. Un dato che sull’intero territorio italiano è secondo solo alla Campania (22 mila), ma è superiore a Lombardia (17 mila), Emilia (12 mila) e Veneto (5 mila).

L’analisi, snocciolata da Mauro Zangola (dati INPS, ISTAT e Ministero del Lavoro) racconta di un Piemonte dove i nuovi lavoratori sono maggiormente uomini.

Nel 2021, stando all’ISTAT, in piemonte le donne occupate sono state il 44% del Milione e 700 mila lavoratori sul territorio.

Cresce anche il tasso di occupazione rispetto al 2020

Rispetto al terribile 2020, cresce anche il tasso di occupazione in Piemonte, col 65%, ma i numeri sono ancora lontani dal 2019. Infatti nel 2021 19 mila nuove unità hanno cominciato a lavorare nella regione Sabauda, ma nel 2019 c’erano 27 mila lavoratori in più.

I disoccupati invece sono 139 mila, 10 mila in meno rispetto al 2019. Numeri che tengono conto dei lavoratori inattivi in Piemonte, con un dato salito a 780 mila, 23 in più rispetto al 2019. Questo dato comprende la popolazione regionale, tra i 15 e i 64 anni, comprendenti studenti, disabili inagibili a mansioni lavorativi, casalinghe, donne in maternità e persone non autosufficienti.

Tra le provincie è Biella quella con l’industrializzazione più alta, 32%, seguita da Novara, Alessandria e Cuneo. Torino invece è quarta per il numero di unità impegnate nella manifattura, 23%.

Su tutto il territorio nazionale Cuneo è quarta per occupazione, oltre il 69%. Le altre piemontese in graduatoria sono Asti (24°), Alessandria (29°), Biella (39°), Novara(49°) e Torino al cinquantesimo posto.

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