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Torino, è partito l’assalto alle pompe bianche di benzina

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La prima grande conseguenza del conflitto russo-ucraino è stato il caro benzina, e anche a Torino le pompe di benzina sono state prese d’assalto.

Gli automobilisti hanno effettuato lunghe code soprattutto per i distributori di benzina definiti “Bianchi”, ossia non riforniti da grandi marchi.

La crescita dei prezzi ha messo in ginocchio soprattutto i benzinai stessi, che hanno ridotto gli introiti per via dei minori consumi da parte dell’utenza. Infatti a Torino per protesta le luci dei distributori sono rimaste spente nelle ore notturne.

Gli automobilisti di Torino hanno preso d’assalto i distributori di benzina: i dettagli

L’aumento del prezzo del carburante spaventa tutti, con la benzina che tocca i 50 centesimi di rincari e il diesel ben 80 centesimi di euro.

Gli utenti hanno formato lunghe code nelle pompe bianche, sprovviste di marchi commerciali, mentre i distributori con marchi noti hanno visto un flusso di clienti regolari.

Infatti nel weekend, soprattutto a partire da sabato pomeriggio, fino a domenica le code sono state molto lunghe. Il motivo di questo assalto risiede nella convenienza di questi fornitori: infatti il costo del carburante è inferiore di 10 centesimi di media.

Un risparmio sensibile soprattutto per coloro che effettuano grossi rifornimenti.

Tuttavia la situazione potrebbe mutare presto: anche le pompe non a marchio prendono il carburante dalle grandi catene, e in caso di poca benzina i colossi fornirebbero la merce solo presso i distributori a marchio.

Tuttavia al momento lo stato di crisi è lontano, con le scorte ancora copiose.

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