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Torino, non si ferma la maratona di solidarietà per l’Ucraina

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A Torino continua la maratona di solidarietà per aiutare l’Ucraina e i profughi che scappano dalla guerra.

Dopo la raccolta di medicinali presso la Mole Antonelliana, anche il Serming è sceso in campo per raccogliere materiale da inviare a est.

Dal 26 febbraio ha già spedito 151 tonnellate di alimenti e prodotti sanitari e il lavoro dei volontari continua.

Ieri infatti all’Arsenale della Pace sono arrivati i beni di prima necessità raccolti dagli istituti di Torino e provincia.

Oltre settanta plessi hanno aderito all’iniziativa lanciata dal Parri Vian, coinvolgendo genitori, alunni, docenti, presidi, parroci, sindaci e assessori.

Solo ieri auto, pulmini, furgoni e camion hanno consegnato oltre centinaia di scatoloni con i beni raccolti.

Il Serming ha persino dovuto chiedere alle realtà vicine di mettere a disposizione i propri spazi, perché gli scatoloni raccolti avevano occupato tutto lo spazio.

Tutti vogliono dare una mano, intere comunità si sono mobilitate per fornire il proprio supporto.

Moltissime persone dopo aver fatto una donazione al Serming hanno chiesto di diventare volontari.

A Torino continuano le iniziative di solidarietà per l’Ucraina: tutti i dettagli

Le scuole però non si limitano solo a raccogliere aiuti.

Alla scuola elementare Antonelli-Casalegno sono infatti già stati accolti e inseriti in classe tre bimbi ucraini, due fratellini e un cuginetto.

Fino a pochi giorni fa si trovavano a Kiev, dove le scuole avevano tentato la didattica a distanza per poi sospendere totalmente le lezioni.

Il ritorno a scuola ha senz’altro rappresentato per questi bambini il primo momento di ritorno alla normalità.

L’Antonelli-Casalegno li ha accolti con cartelli di benvenuto e hanno potuto anche parlare in russo grazie ai tanti alunni di origine russa, bielorussa e ucraina presenti nel plesso.

Intanto, sul sito della Regione i cittadini possono presentare la propria disponibilità a ospitare profughi, singole persone o interi nuclei familiari.

Sono già 1500 le famiglie che hanno aderito al piano d’accoglienza, mostrando ancora una volta quanto sia grande la solidarietà dei piemontesi.

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