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Torino, la crisi dei bar colpisce soprattutto il centro della città

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A Torino purtroppo non smettono di esistere quelle serrande che si abbassano una volta per tutte, con i bar sempre più in crisi.

Questo è il risultato di una crisi che si fa sentire sempre di più, e di fattori che influiscono negativamente sul regolare svolgimento dell’attività di molti negozianti.

Se arrivano a chiudere negozi quasi centenari, non possiamo aspettarci qualcosa di diverso per negozi con una storia simile o totalmente opposta.

È il caso dei bar. Ora come ora al bar si va meno spesso di prima, e l’abitudine italiana di prendere tanti caffè sta svanendo. In compenso, si prendono più aperitivi la sera.

I Bar di Torino sono in crisi: i dettagli

Quello appena citato è l’esempio di Abrate, proprietario da 12 anni di uno dei bar più conosciuti nel centro di Torino: Mulassano.

Per capire bene tale fenomeno occorre far riferimento ai numeri: a partire dal 2012 fino al 31 dicembre dello scorso anno hanno chiuso definitivamente ben mille bar a Torino.

Di questi mille bar non fanno parte coloro che hanno cambiato gestione o che hanno chiuso per poi riaprire più o meno tempo dopo, ma solamente i bar che una volta che hanno chiuso le serrande non sono più tornati indietro.

Risulta addirittura difficile trovare un’analogia con altre attività commerciali che abbiano riscontrato le stesse difficoltà, se non con i noleggiatori di film in videocassetta e dvd.

Chi fa parte del settore da anni e anni e di locali se ne intende afferma che di fronte ad un’offerta enorme mancano i clienti. E mai come ora si fa sentire l’effetto del calo della popolazione torinese.

La realtà dei fatti che probabilmente a primo impatto non ci si aspettava, è che reggono di più i bar in periferia. L’offerta è minore rispetto al centro della città di Torino e la clientela è maggiore.

È un’osservazione di Nicola Cesaro, che all’inizio di gennaio ha dovuto chiudere un’altra sua attività: lo storico Bar Fiorio di Via Po. Si tratta di difficoltà riscontrate persino da coloro che hanno tra le mani locali storici conosciuti anche per le importanti visite di presidenti e reali, ambasciatori e grandi capitani d’industria.

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