Articoli HPTerritorio

Chiusa San Michele, rinasce panificio grazie alla solidarietà dei cittadini

512
Tempo di lettura: < 1 minuto

5mila euro donati dal parroco e dalla comunità per rilanciare l’attività locale

Un assegno di 5mila euro per aiutare dei concittadini in difficoltà.

è questo il sunto della storia avvenuta nel piccolo comune della Val di Susa di Chiusa San Michele, dove la comunità ha deciso di contribuire alla rinascita del panificio bruciato.

I coniugi proprietari del piccolo negozio alimentare, Paolo e Franca Vasir, avevano visto il sogno di una vita andare in fumo proprio alla fine del mese di luglio.

Quando il loro forno casalingo prese fuoco dopo ben 8 anni di attività per cause accidentali, lasciando l’intero paese sotto shock.

L’incendio non solo ha reso inagibile il panificio, ma ha anche distrutto i costosissimi macchinari che negli anni avevano sfornato pane caldo per tutti gli abitanti di Chiusa San Michele e non solo.

Il primo a venirgli incontro è stato proprio il parroco di Chiusa San Michele, don Romeo Zuppa

Il priore del comune valsusino è stato, insieme alla Caritas diocesana, il principale promotore dell’iniziativa e della sottoscrizione di solidarietà.

Grazie al passaparola dell’amministrazione locale e al lavoro del curato, l’appello ha visto da subito l’adesione dei cittadini, raccogliendo in pochissimo tempo una somma di 5mila euro.

Per quanto inaspettato fosse l’alto numero di partecipanti, l’opera benevole è stata portata avanti dalla Caritas parrocchiale con il rilascio di regolari ricevute per ogni donazione.

Entusiasta per il riscontro positivo, Don Zuppa ci ha tenuto a sottolineare come il gesto dei cittadini dimostri ancora una volta il senso di umanità che c’è in ognuno di noi.

Specialmente quando si parla del benessere di una comunità ridotta come quella di un piccolo paese in provincia di Torino.

Adesso, tra lo stupore e la gioia, i coniugi Vair avranno modo di rilanciare l’attività del panificio grazie alla somma raccolta dai cittadini di Chiusa San Michele.

Che in parte è già stata impiegata per pagare bollette arretrate e ridipingere i muri del negozio.

Purtroppo, 5mila euro non saranno abbastanza per coprire la somma di 50mila euro ipotizzata sulla base dei dati della perizia.

Ora come ora i proprietari dovranno attendere il risarcimento dell’assicurazione, ma non senza rimboccarsi le mani nel frattempo.

512

Related Articles

512
Back to top button
Close
Close