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Un’area giochi come omaggio della città di Torino a Lidia Poët

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La città di Torino ha intitolato l’area giochi antistante al tribunale a Lidia Poët come omaggio alla sua pionieristica vita.

La Città ha deciso di omaggiare la prima avvocatessa d’Italia con l’intitolazione della zona ludica per i più piccoli nel giardino Nicola Grosa, sito tra il grattacielo Intesa Sanpaolo e il Palazzo di Giustizia.

La prima cittadina, Chiara Appendino, malgrado la gravidanza non è voluta mancare allo spoglio della targa. La sindaca ha ricordato come la scelta di dedicare un parco giochi rivolto ai bambini sia un modo per ricordare il lascito e il coraggio della poët.

Presente alla cerimonia anche Simona Grabbi, presidentessa dell’Ordine degli avvocati di Torino. La Grabbi ha ricordato il coraggio di Lidia, pioniera nella lotta di genere e dei diritti in Italia.

Cesarina Manassero, presidentessa del Comitato Pari Opportunità del Consiglio dell’ordine, ha ricordato come la via per l’equità di genere sia ancora lunga, e rivisitare la vita di Lidia Poët sia una via per combattere le disparità.

Questa occasione ha inoltre posto l’accento sulla discussione in tema dell’introduzione del termine “Avvocata” nei tesserini professionali.

Un omaggio della città di Torino a Lidia Poët: la storia della prima avvocatessa italiana

Lidia Poët è nata a Perrero, nell’area urbana di Torino il 26 agosto 1855. Spinta dal fratello, anch’egli avvocato, si laurea in giurisprudenza all’Università di Torino il 17 giugno 1881, discutendo del ruolo delle donne nel diritto italiano.

Dopo la laurea ha creato scalpore la sua richiesta, accolta 9 agosto 1883, di entrare nell’Ordine degli Avvocati.

Tuttavia il procuratore generale chiese e ottenne in data 11 novembre 1883, la revoca del suo ingresso.

Dopo discussioni e lotte legali, nel 1920 la legge n. 1179 del 17 luglio 1919 (legge Sacchi) autorizzò le donne a entrare nei pubblici uffici. Dopo quasi quarant’anni, dunque, la poët entra ufficialmente nell’ordine.

Dopo essere diventata presidentessa del Comitato pro voto donne nel 1922, morì il 25 febbraio 1949 a Diano Marina.

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