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Torino, improvviso stop per le Universiadi del 2025: mancano i fondi

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A Torino sono ore d’ansia dopo l’euforia per l’assegnazione delle Universiadi 2025: dal governo mancano i fondi.

Lo scorso maggio la Città della Mole ha vinto la concorrenza di Stoccolma, aggiudicandosi l’evento in maniera unanime.

Le istituzioni territoriali hanno fortemente inciso per l’assegnazione dell’evento, mettendo in campo ogni sforzo disponibile.

Riccardo D’Eliciodirettore del CUS di UniTo e della Regione Piemonte, è stato il grande architetto dietro questo successo diplomatico. Tuttavia in queste ore ha lanciato il pesante monito: mancano i fondi per organizzare la rassegna.

Le Universiadi 2025 a Torino non hanno fondi: le richieste al governo

Le Universiadi sono uno dei più grandi appuntamenti per i giovani sportivi da ogni angolo del mondo. La rassegna mette alla prova i migliori atleti iscritti nei poli universitari del mondo, e unisce lo sport alla cultura.

Un evento che oltre ad aumentare il prestigio cittadino, porterà nelle casse comunali diversi introiti legati alla mole di atleti e staff che giugneranno nel capoluogo piemontese.

Malgrado gli ottimi presupposti, D’Elicio ha mosso preoccupazione per l’atteggiamento del Governo, che in questi mesi non sta tenendo fede agli impegni primaverili.

Infatti per la riuscita di un evento di tale portata, l’ausilio dei fondi governativi è importantissimo, quasi vitale, e senza la rassegna potrebbe prendere la via di Stoccolma.

Il Comitato Organizzativo, composto Regione Piemonte, Comune di Torino, UniTo, PoliTo e Polo Universitario di Novara, chiede garanzie.

L’organizzazione ha una data di scadenza molto ravvicinata per presentare le necessarie coperture finanziarie: il 30 luglio.

I tempi tengono conto dell’esigenza di ampliare le strutture, sia sportive che residenziali per gli atleti/studenti.

Il Governo, in prima istanza aveva annunciato un supporto da oltre 90 milioni di euro, a cui vanno aggiunti cinque milioni di euro stanziati dalla regione Piemonte.

Le istituzioni regionali hanno mosse legittime preoccupazioni, ma sono anche fiduciosi che i fondi arriveranno in tempo.

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