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La gigafactory di Stellantis nascerà in Italia, ma non a Torino: sorgerà a Termoli

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La gigafactory di Stellantis sarà realizzata in Italia, ma non a Torino.

Il nuovissimo impianto, che si configurerà come uno dei maggiori punti di riferimento per le produzioni del neonato gruppo automobilistico, sarà costruito a Termoli. La cittadina del Molise sembra aver sbaragliato la concorrenza del capoluogo piemontese per aggiudicarsi una delle più importanti opere di industrializzazione del nostro Paese del presente e del futuro.

Per Torino, nei mesi scorsi, si era parlato di un sito produttivo enorme, con una superficie di 300mila metri quadrati e una capacità estesa fino ai 70 GWh. Avrebbero dovuto trovare impiego 10mila addetti, impegnati tra tutti i settori di produzione. Un progetto a cui avrebbero dovuto partecipare anche il Politecnico di Torino e Pininfarina, che avrebbero contribuito alla progettazione delle operazioni. Nulla di tutto questo accadrà: Stellantis si è già accordata con il Governo e porterà questa iniziativa nella cittadina molisana.

La reazione del Comune e della Regione alla costruzione della gigafactory di Stellantis fuori da Torino

Questa gigafactory si occuperà della produzione e dello stoccaggio di batterie a ioni di litio. Un tassello fondamentale nella rivoluzione elettrica ormai intrapresa da FCA prima e da Stellantis poi, nell’automotive come in molti altri settori.

Proprio per il prestigio di questo progetto, Torino e il Piemonte si aspettavano maggior considerazione e l’esclusiva sull’associazione. Questo per la tradizione della nostra città nell’industria automobilistica, per la nascita della FIAT e per ciò che ha rappresentato per l’Italia e non solo.

La decisione di Stellantis di escludere Torino da questo investimento cruciale nelle strategie produttive del gruppo ha indispettito parecchio le istituzioni locali. Il Comune di Torino e la Regione Piemonte, tramite le dichiarazioni di Chiara Appendino e Alberto Cirio, hanno fatto sapere di sentirsi arrabbiati e traditi. I massimi rappresentanti politici locali hanno lasciato intendere di voler andare a fondo della questione, per capire cosa abbia portato i vertici dirigenziali di FCA e PSA a effettuare questa scelta. Una scelta che ci si augura possa essere rivista, anche se i margini per un dietrofront sembrano quasi inesistenti.

Un duro colpo per Torino e per tutto il Piemonte, che perdono una grandissima opportunità di rilancio economico, viste le ricadute positive perse da questo mancato arrivo della gigafactory in città.

(Foto tratta da QualEnergia)

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