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Continua la polemica sul Museo Lombroso: il ministero difende l’esposizione

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La polemica sul Museo Lombroso, dopo le ultime accuse di razzismo da parte del senatore De Bonis, non accenna a placarsi, col politico tornato alla carica.

Il Senatore del Gruppo Misto ha accusato il polo museale di Antropologia Criminale di veicolare messaggi di odio e stereotipazione razziale verso i meridionali.

Da sempre i curatori rimbalzano le accuse, sostenendo che malgrado le teorie siano state confutate, siano necessarie a comprendere l’evoluzione del sapere scientifico.

Alle accuse del Senatore è arrivato un lungo commento di difesa da parte del Ministro della Cultura Dario Franceschini.

Dario Franceschini difende il Museo Lombroso, ma la polemica continua

Il Museo di Antropologia Criminale dedicato a Cesare Lombroso ha sempre diviso l’opinione pubblica. L’esposizione mostra diversi crani, che in base alla conformazione del teschio mostrino una predisposizione all’atto criminale.

L’Antropologia Criminale è stata tuttavia rigettata dalla scienza come teoria in grado di fornire verità, ma il suo studio è un pezzo di storia dell’antropologia.

Saverio De Bonis, Senatore del Gruppo Misto nato in Basilicata, ha definito l’esposizione una fossa comune e ricca di stereotipi razziali. Il politico ha chiesto la chiusura della mostra, ma ha trovato muri in più direzioni.

L’ultima risposta è quella di Dario Franceschini, Ministro della Cultura, che ha dichiarato che i musei vanno aperti e non chiusi.

Lo stesso ministro ha dichiarato che il museo garantisce la ricostruzione storica dell’antropologia, seppur mostri teorie confutate. Il Museo mostra le teorie sottolineando anche gli errori accademici in cui è incappato il medico.

Lo scopo del museo è mostrare le idee di Lombroso, non difenderle o accreditarle. Un modo per raccontare anche le convinzioni del passato.

Tutto questo, sottolinea Franceschini, permette al museo di rispettare gli standard didattici per permettere la regolare apertura.

Tuttavia De Bonis ha promesso che continuerà la sua personale battaglia, e presenterà una mozione per una nuova valutazione della questione.

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